Sacrifici

Il mio bisnonno Vincenzo “ha festeggiato” i suoi 18 anni sulla linea del Piave. Lui, uno dei ragazzi del “99” è diventato adulto in quei luoghi, tra il fango e la fame delle trincee della Prima Guerra mondiale. Alla sua generazione gli è stato chiesto un sacrificio immenso, la loro stessa vita per vincere una guerra che fino a quel momento sembrava avere ancora esito incerto. Quella generazione lì è stata presa dalle proprie terre, dalle braccia delle proprie madre e dei propri padri e sbattuti su treni bestiame verso le trincee. Piave, Isonzo, Adige, Tagliamento, in quei luoghi, lungo quei fiumi, migliaia di ragazzi poco più che diciottenni persero la vita per far vincere l’ Italia e migliaia e migliaia di genitori non videro più tornare vivi i loro figli . Oggi invece rido per non piangere quando sento genitori che si strappano le vesti perchè il loro figlio non ha potuto festeggiare i 18 anni oppure perchè il loro figlio è costretto a stare tutto il giorno in casa e si annoia. Si annoia! si annoia!?!?! Scrivo tutto questo per dire che in passato nella storia del nostro Paese i sacrifici richiesti sono stati terribili, disumani soprattutto quando sono stati richiesti alle fasce della società più giovani o più deboli. 100 anni fa gli si chiedeva di morire al fronte, nelle trincee, oggi li si chiede di annoiarsi a casa, tra tv, telefonini, internet e forse, per sbaglio, tra qualche libro. Magari questo fortuito incontro potrà fargli sapere quanto è fortunato a combattere questa guerra non su di un fronte di guerra ma ad annoiarsi sul divano di casa.Ps: Questo post è nato dopo che ho letto e sentito conversazioni deliranti tra madri. Questo post è l’ ennesimo post frutto di rabbia e incazzature da parte di gente che non ha rispetto per le persone che fino ad ora sono morti o per chi fino ad ora ha difficoltà a lavorare.

#mastropensiero

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