Cosa accade nel centrodestra italiano?

 

di Giovanni Caiati

La vittoria in Sicilia e l’affermazione di Nello Musumeci in Sicilia, si è rivelata un balsamo lenitivo e rinvigorente per il centrodestra,lenitivo perché ha placcato le esternazioni dei vari esponenti della triade Forza Italia-Fratelli d’Italia-Lega Nord, pratica a cui spesso, in questi anni di Renzismo, siamo stati spesso abituati;Rinvigorente perché ha rilanciato e confermato allo stesso tempo, un chiaro trend politico nazionale:il centrodestra unito è maggioritario nel paese.

Per la verità questa non costituisce affatto una novità, spesso e volentieri negli ultimi 20 anni(anno più anno meno) abbiamo assistito ad un centrodestra forte e maggioritario,a tratti debordante nella sua forza elettorale,pensiamo alle vittorie “Cesariane” del 1999-2001, del 2008, del periodo 2007-2010, insomma ciò a cui assistiamo non costituisce una novità o meglio il tratto della novità c’è ma è quasi invisibile

L’invisibilità non è data da una Lega Nord/Noi con Salvini che viaggia stabilmente sul 13-15 %,raggiungendo picchi di consenso che neanche la Lega di Bossi ha raggiunto(il cui massimo storico è del 10% del 1996) ma è data dalla composizione di questo centrodestra o meglio di questa coalizione di centrodestra,una coalizione che è per la prima volta maggioritaria dopo anni ed anni in cui si è assistito al folle disintegrarsi del Popolo della Libertà,per ricreare fazioni che si pensava già poste nell’armadio dei ricordi, quali Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e soprattutto Forza Italia , questo ritorno al passato, ai simboli che furono, è un vezzo/vizio italico che la politica(e non solo lei) non riesce ad eliminare. In un mondo politico che,nella stragrande maggioranza dei casi,viaggia per inglobare o per rafforzare l’esistente inserendo nuove componenti(pensiamo alle varie evoluzioni della destra USA o Inglese nel primo caso e di quella Francese da De Gaulle o noi nel secondo),noi siamo sempre al punto di partenza o al punto di rottura ovvero il 1994

Con questo non si vuole fare un atto di accusa ma una semplice costatazione dei facta dell’ultimo periodo:se si paragona la situazione di un decennio fa con quella attuale, si trovano molti spunti:il PDL da solo prese il 37.3 %, oggi la somma della triade va da 34 a 38 a seconda della case demoscopiche,il dato è ancor più impietoso se si confronta l’alleanza di governo di allora con quella odierna: 46,3 vs 34-38, se poi si va a ritroso nel tempo agli anni di gloria, di cesarismo elettorale, la cosa si fa ancor più impietosa, 49.56 nel 2001,49,74 nel 2006

Una lenta e continua erosione del consenso, una erosione che non può essere letta solo come frutto della presenza di nuovi attori sulla scena, Movimento 5 stelle su tutti, una erosione che ha poche e semplici motivazioni: l’economia su tutti.

Per economia intendo sia il complesso delle finanze pubbliche, la capacità di attrarre capitali privati ed il sistema pensionistico:abbiamo il 3° debito pubblico del mondo senza essere il Giappone,attuale n°3 al mondo per PIL,siamo poco attrattivi all’estero  a causa di una giustizia lenta e farraginosa e soprattutto a causa di un fisco feroce e non amico del cittadino, il quale si sente oppresso ed in più  ha avvertito nel medio termine, a causa della crisi del 2008,le politiche monetarie della UE come una pistola puntata alla tempia, a questo si aggiunge un sistema pensionistico che oggettivamente non funziona da tempo e che ormai è tenuto in vita dai vari governi,indipendentemente dal “colore politico”,l’esempio dell’INPS e delle sue deficienze è lampante

Il centrodestra da sempre dice di voler ridurre le imposte ed abbassare la pressione fiscale,il che sarebbe cosa giusta ed ottimale ma allo stesso tempo,nel momento in cui gli elettori hanno premiato la coalizione con maggioranze parlamentari enormi,la natura socialista/socialistizzante dei suoi uomini è emersa preponderatamente:non si può dire abbassiamo le tasse e la pressione fiscale ed al contempo mettere Tremonti, Sacconi e Brunetta nei dicasteri economici. E’ un controsenso,parliamo di gente che ha un background politico-culturale di centrosinistra e le casse dello stato,nonché la capacità di procacciarsi nuove entrate e finanziamenti,richiede un modus agendi diverso da quello attuale:la gestione dell’economia, questo era ed è uno dei punti dolenti dei vari esecutivi e rischia seriamente di esserlo anche in futuro.

Il sistema pensionistico merita un focus particolare: “La Legge Fornero non va bene” afferma la vulgata ok ma come si sostituisce un sistema del genere considerando che la vita media si allunga ogni anno e le casse dello stato sono quelle che sono?

Al momento non ci sono risposte:FI dovrebbe avere il coraggio di imporre agli alleati un nuovo modo di intendere le pensioni, specie per le nuove generazioni, le quali rischiano seriamente di non vedere cosa sia la pensione:il sistema a capitalizzazione individuale di Pinera(tuttora vigente nonostante esecutivi di sinistra in Cile) è ancora vigente e nessuno ha avuto l’idea di abolirlo, per un semplice motivo:FUNZIONA

Pertanto la Flat Tax(taglio delle tasse) con una riforma liberale come questa pensionistica, sarebbe il biglietto da visita migliore per l’intera coalizione e per le sue ambizioni di governo;Il problema è sempre la natura socialista della coalizione,delle misure emesse le quali sono l’esatto contrario di ciò che si era proposto nella campagna elettorale  ed è questo il motivo principale per cui ,dal 2008 al 2013, l’allora PDL perse circa 6 milioni di consensi. La gente è stanca di questo modo di agire e come tale punisce nelle urne,si spera che i leader lo abbiano capito(dubito fortemente)

Dubbio che esiste anche nel vedere l’unitarietà della coalizione:questi anni di Renzismo, hanno visto l’ascesa della Lega a scapito di FI per la prima volta in 23 anni, questo ha comportato(e tuttora comporta) una idea di centrodestra a forte trazione leghista,questo nuovo paradigma ha abbattuto le strutture gerarchiche vigenti ed ha portato caos, caos da cui non si è riusciti ad uscire del tutto, nonostante da qualche mese FI, nelle intenzioni di voto, abbia superato nuovamente la Lega la quale è ancora molto tonica nelle sue performances e sul territorio(la svolta potrebbe essere costituita dal aver tolto “Nord” dal simbolo) diventando partito nazionale a tutti gli effetti, in questa ottica va visto lo sbarco di “Noi con Salvini” nel centro-sud

Infine c’è il problema del leader della coalizione ed è lì che nasce la partita delle partite, il derby tra Salvini e Berlusconi, con il primo convinto di essere leader per ovvi motivi dati dalla tonicità del suo partito e dal suo essere nazional-popolare  l’altro, il vecchio leone, capace di fare campagne elettorali spettacolari(vedesi rimonte 2006-2013) in attesa di una pronuncia dalla corte di Strasburgo, la quale se positiva, avrebbe l’effetto simultaneo delle due testate gettate su Hiroshima e Nagasaki su una serie di fattori:  sulle elezioni, sulla leadership della coalizione, sulla credibilità del parlamento che lo buttato fuori e soprattutto sul sistema giudiziario, il quale, sicuramente ne uscirebbe a pezzi nella credibilità e nel prestigio

La partita è appena iniziata ed è ancora tutta da giocare…sicuramente ci sarà da divertirsi

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