L’ Africa, il debito, l’ immigrazione. (Idee e suggerimenti per una proposta di sinistra)

Mai come ora il tema dell’ immigrazione è un tema di primissimo ordine nella agenda politica nazionale ed europea.  Ad oggi la politica italiana, ma non solo, pone sostanzialmente tre posizioni. C’ è chi sostiene l’ accoglienza senza se e senza ma, chi dalla parte opposta,risponde con muri, la militarizzazione delle frontiere e con il reato di clandestinità e infine chi si pone al centro di questa diatriba, rispondendo che bisogna superare i freddi accordi delle burocrazie europee con nuovi accordi, altrettanto freddi, che permettono di dividere il peso sempre più massiccio di questi nuovi arrivi tra le varie nazioni europee.

In tutta questa dialettica c’ è spazio per una posizione alternativa allo status quo? Vi è la possibilità di parlare di questo tema ma giocando non sullo stesso terreno in cui si scontrano tutti? La sinistra (tutto ciò che sta a sinistra del Partito Democratico, precisiamo) ha qualcosa da dire per non finire altrimenti schiacciata in questa dialettica che alla fine non risolve il problema? Io penso di si.

Siccome ad oggi si sente spesso dire che la maggioranza dei migranti che sbarcano sulle coste europee è principalmente un migrante economico ( cioè chi va via dal proprio paese perché non vi è lavoro)  il problema quindi è che loro abbiamo la possibilità di lavorare nei propri paesi.

Ok, ma come?

Le politiche di aiuti di questi decenni nel continente africano si sono rivelate sostanzialmente poco efficaci o addirittura inutili. Dietro i tanti aiuti molto spesso si celavano forme di neocolonialismo economico che hanno portato quasi tutti i paesi dell’ Africa ad essere nuovamente ricolonizzati. Questa volta però il processo di colonizzazione non è stato fatto con i mezzi della forza bruta ma con un arma più sottile, il debito.

Si il debito, la principale causa di impossibilità di spesa di una nazione. La maggioranza dei paesi africani è impossibilitata nel creare sviluppo nella propria nazione a causa del suo debito contratto con i cosiddetti “paesi sviluppati” ( principalmente Europa e USA). In questi decenni molti dei paesi africani hanno accumulato debiti così grandi da non poter più pagare i loro creditori e così facendo sono stati costretti a tagliare prima il loro welfare state e poi a cedere pezzi consistenti delle loro terre alle multinazionali dei paesi creditori.

Ecco, se si vuole frenare l’ ondata migratoria dal continente africano si deve andare a colpire alla radice del problema.

La cancellazione del debito dei paesi africani è la battaglia politica che la sinistra, in Italia come in Europa, dovrebbe fare provando a spostare l’ obbiettivo sul vero problema, cioè cancellare l’ opprimente debito che attanaglia i paesi africani e costringe loro a non poter creare nessuna politica di sviluppo per la loro nazione.

Ecco il campo nuovo. Ecco il terreno dove la sinistra tutta dovrebbe giocare. Non è un tema sostanzialmente nuovo, già nei primi anni duemila fu fatta dalla Chiesa Cattolica e da molte associazione una campagna che chiedeva la cancellazione del debito, ma mai come ora questo tema risulta attuale e centrale se si vuole sconfiggere il problema.

Riapriamo la discussione, riapriamo la sfida con la possibilità di dialogare sia nella Europa stessa che tra le sponde opposte del Mediterraneo. Aprire questa battaglia sul debito africano vuol dire aprire, anche da noi, la questione del debito che ci attanaglia sia come paese, che come popoli del sud dell’ Europa abbiamo nei confronti dei paesi nord europei e magari provare a ripensare ad un altra idea di spazio geografico e di politica che veda le sponde del Mediterraneo come un unica casa comune.

 

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Una risposta a L’ Africa, il debito, l’ immigrazione. (Idee e suggerimenti per una proposta di sinistra)

  1. Dino tafuto ha detto:

    50 anni fa esisteva una organizzazione chiamata i “”paesi non allineati ” presidente Tito con Fidel Castro Gheddafi ed altri dichiaravano che i debiti del terzo mondo non andavano pagati. Da allora una certa sinistra ha preferito guardare i Pirenei e non il mediterraneo ( tranne il Psi up di vecchietti e il grande Lelio Basso ) oggi si ripropone la stessa cosa. I debiti non vanno pagati

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