Tanto tuonò che piovve.

( analisi delle amministrative e ballottaggio)

Così si può sintetizzare il risultato elettorale di questa domenica di ballottaggi. Abbiamo più volte analizzato qui il rischio che il Partito Democratico correva nel caso di evento elettorale. Come altri partiti socialdemocratici d’ Europa fino ad ora anche il PD esce da questa tornata elettorale con le ossa rotte.
Come per il PSOE o PSF il Partito Democratico paga lo scotto di aver guidato il paese con riforme sbagliate e impopolari. Ad averne la meglio ovviamente il m5s e le destre, che si affermano,sopratutto quest’ ultime, con importanti risultati in storiche roccaforti della sinistra e del centrosinistra, Genova e Sesto San Giovanni su tutte, per citare alcuni casi.
Dal comunicato rilasciato sul profilo FB del Segretario Matteo Renzi sull’ analisi del voto nulla sembra turbare il leader del PD che anzi continua perla sua strada liquidando tutto con un risultato a “macchia di leopardo” e dicendo sostanzialmente che alle amministrative non prevale il voto ideologico ma il voto di preferenza alla persona. Insomma pur di non ammettere la sconfitta ci si inventa scuse e si trova sempre lagiustificazione a tutto. Un po come quello che trova la moglie al letto con l’ amante e per non passare da cornuto si inventa strane scuse e voli pindarici senza avere il coraggio di ammettere la tragica verità.
In questo situazione il magma di soggetti, sigle, partiti e movimenti che si trova a sinistra del Partito Democratico deve iniziare a trovare una propria identità e una propria strada. Bisogna costruire un soggetto a sinistra autonomo e che sia il riferimento di quella larga parte della società che o non va a votare o se decide di votare consegna il suo voto alla rabbia dei populismi o alle demagogie delle destre. Le buone esperienze di sinistra sui territori ci sono, partiamo da loro, mettiamole insieme e riprendiamo a lottare

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