Voto francese, vincitori e vinti.


A urne oramai ben più che chiuse possiamo delineare con molto chiarezza chi sono i vincitori e i vinti di questa campagna elettorale.
I vinti.
1) Partito socialista francese. Poche cose rimangono certe in questo mondo. Una di queste e che ad ogni elezione un partito di stampo socialdemocratico crolla alle elezioni. Questa volta non è stato un partito socialdemocratico a caso,ma quello francese.
Una notte buia sul partito socialista francese, la più buia! Con il suo Benoit Hamon che brancola fra il 6 e il 7%. Il fatto è epocale. Perché il rapporto Francia-socialismo è incastonato nella storia di quel paese da secoli: senza contare che fu la Grande Rivoluzione del 1789 a incubare valori e modelli organizzativi che poi alimentarono il fiume socialista.
Ma forse quei valori, quelle strade erano già da tempo state abbandonate. Il PSF paga come molti partiti socialdemocratici il prezzo delle sue mire governiste scegliendo, anche lei come altri partiti, di servire i mercati e non il popolo. Hamon ha il volto della disfatta e subito ha dato indicazione per votare Emmanuel Macron ma i problemi maggiori non sarà chi votare al secondo turno, sarà come ripartire.

2) Ump: Medaglia di bronzo. Anche loro pagano lo scotto di essere considerati un partito di establishment ma a differenza del partito socialista loro possono tranquillamente giocare una campagna comunicativa tutta incentrata sul loro ruolo di opposizione…ma ahimè si dimenticano dei loro anni al governo con Sarkozy e delle scelte scellerate sopratutto della sua politica estera. Tutto sommato dopo un inizio di campagna elettorale un pò travagliato, con addirittura accuse di probabile corruzione del loro candidato Fillon, portano a casa un discreto successo con il loro 20% arrivando anche primi in importanti centri cittadini e arrondissement( municipalità delle grandi città), in alcune isole e territori d’ oltre mare come Mayotte,San Martin e San Barthèlemy e in Nuova Caledonia. Certo non male come risultato…peccato che erano I candidati più quotitati a succedere alla presidenza al posto dei socialisti. Ora gli eslusi dalle primarie( Sarkozy in testa )potranno sguainare le spade e cercare vendetta nel loro partito. Vendetta tremenda vendetta!!

I vincitori

1)En March!, Emmanuel Macron: Il vincitore, o almeno colui che a queste elezioni è arrivato primo. Con il 24% dei voti il buon Macron raccoglie parte dei voti dei Partito Socialista e parte dei voti del UMP. Insomma con un stile e con un partito totalmente nuovo, posizionandosi al centro dello scacchiere politico, l’ ex ministro del governo Valls raccoglie consensi ovunque. Non sono mancate le solite similitudini giornalistiche, chi lo comparava a Renzi, chi a Rivera di Ciudadamos. Indipendentemente dalle comparazioni Macron non è certo nuovo alla politica e al suo mondo. E’ stato consigliere del presidente socialista François Hollande. Il 26 agosto 2014 ha ricevuto l’incarico politico di ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale nel secondo governo di Manuel Valls, nominato da Hollande, ha detenuto la carica fino al 30 agosto 2016, quando ha rassegnato le dimissioni in previsione di una sua candidatura alle presidenziali. Dopo che però la sua candidatura non è stata accettata dal Partito Socialista il buon Emanuel non si è perso d’ animo ed è riuscito a creare un movimento tutto suo, En March! appunto. Il voto di Macron è sostanzialmente omogeneo e interclassista. L’ area principale del suo voto si colloca principalmente nelle zone del centro della Francia e tutta quelle regioni che confinano con la Manica e l’ Oceano Atlantico oltre che il voto in larga parte delle arrondissement di Parigi è primo in molti importanti centri come, Nantes, Bordeaux, Rennes e Brest ad esempio.
Insomma Macron ad oggi è il potenziale candidato ma riuscirà a raccogliere I voti e I consensi degli altri partiti per questo secondo turno. Sia il Ps che l’ UMP si sono già dichiarati favorevoli al voto per lui, ma non basta!Per sconfiggere la Le Pen serve un fronte più ampio possibile.Riuscirà il buon Emmanuel a tenere tutti dentro contro il nemico comune? Lo scopriremo solo vivendo…

2)Front National, Marine Le Pen: Se Macron è il vincitore perchè è arrivato primo. Lei è la vincitrice morale pur arrivando seconda. Anche lei,come Macron sola contro tutti. La bionda Marine è senza dubbio una vincitrice in questa campagna elettorale. Sull’ onda della paura e della crisi, con temi e argomentazioni che colpiscono la pancia dell’ elettorato la Le Pen raccoglie consensi a piene mani andando a pescare i suoi voti in zone e in classi sociali che storicamente non sono mai state di destra.
Il suo voto principalmente si colloca in due zone tutto il sud della Francia e la zona nord ovest, sopratutto quelle al confine con la Germania e il Belgio. Non vince nei grandi centri urbani a parte Calais, Lens al nord e Perpignan al sud e in Corsica nella città di Ajaccio. Insomma col 21,30 % dei consensi la Le Pen si candida anche lei come sfidante di Macron alla corsa dell Eliseo.Dalla sua però la Le Pen non può contare sul consenso di nessun partito e infatti già sapendo questo nelle sue prime dichiarazioni post voto la kaiser del Front National non si è rivolta ai partiti ma al popolo, che peraltro ha invocato in tutta questa campagna elettorale( non solo lei a dire la verità). Ad oggi, indipendentemente dal risultato del secondo turno il risultato della Le Pen segna, ahimè!, il punto più alto in Europa delle destre razziste e xenofobe. Quindi evitiamo di alzare ulteriormente l’ asticella.

3)Front de gauche, Melenchon: Con la piattaforma “France Insoumise”(che poi è anche il suo slogan elettorale) Melenchon raccoglie un fronte ampio di soggetti della sinistra. Oltre al Fronte della Sinistra in cui dentro troviamo il Partito Comunista Francese, Partito di Sinistra, Sinistra Unitaria, Sinistra Anticapitalista, troviamo in questa piattaforma altri soggetti politici come i Verdi e altre liste minori.
Lo slogan giusto, una comunicazione politica chiara, semplice,efficace e unita alla buona oratoria del candidato portano il buon Jean-Luc a ottenere un ottimo risultato. Con il 19,60% dei voti Melenchon si piazza quarto e per poche centinaia di voti non avviene il sorpasso con l’ UMP di Fillon. Una campagna elettorale che ha colpito sia sull’ immaginario che alla pancia della gente. Una campagna incentrantata a raccogliere il malessere popolare e nell’ indirizzarlo verso coloro che hanno veramente causato questa crisi. Il suo target politico è stato molto simile al target politico della Le Pen, infatti non stupisce se guardando i grafici molto spesso questi due candidati si siano trovati a pochi voti di scarto l’ uno dall’ altro. Dove uno era primo l’ altro vi era subito dopo.
Melenchon raccoglie i voti di buona parte del Partito Socialista, sopratutto raccoglie voti e consensi da chi è stato colpito maggiormente dalla crisi, insomma un voto popolare che ha il suo zoccolo duro nei giovani e nelle città, sopratutto operaie.
Melenchon raccoglie consensi sia dentro che fuori, nei territori d’ oltremare. E’ primo in Guyana( con uno scarto minimo dalla Le Pen), vince in Martinica, Saint-Pierre et Miquelon e nelle isola della Réunion.
In Francia vince nelle regioni della Dorbogna,Ariège(anche qui uno scarto di 5 punti dalla Le Pen) e Senna-Saint Denis. Per quanto riguarda le grandi citta vince a Marsiglia(con uno scarto di 1 punto sulla Le Pen), Tolosa, Lille, Le Havre, Grenoble( qui vince di poco, ma contro Macron), Avignone, Montpellier, Nimes e in due municipalità di Parigi. Insomma un risultato niente male per un candidato e una coalizione che alle presidenziali del 2012 prese circa 11% e che nel corso del tempo è andata via via aumentando il suo consenso elettorale.
E ora “CHE FARE” al secondo turno? Macron o la Le Pen? Ma sopratutto Melenchon e il Front de Gauche sono potenzialemente destinati a raccogliere consenso e i voti del Partito Socialista Francese? Riusciranno a raccogliere quell’ eredità politica?O cercheranno nuove strade?
Penso che loro in Francia,come noi in Italia, come larga parte delle sinistre in Europa, sopratutto quelle che vivono in paesi colpiti da questa crisi, siano in una fase della storia in cui debbanno reinventare molte cose, prassi politiche, modalità in cui si partecipa alla vita politica,strutture politiche.Quello che è certo e che valori, sogni e speranza non vadano reinventati. Siamo solo all’ inizio.

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