Unità a sinistra, buoni propositi ma pochi fatti.

Karl Marx descrive la sinistra italiana

Il gesto di Karl Marx appena sente parlare dell’ attuale sinistra italiana

 

In questi mesi leggo tanti comunicati, dichiarazioni, messaggi,  buoni propositi sull’ unità a sinistra. Per carità, tutti ottimi, tutti carichi di buone idee e pieni di buoni propositi. Ma alla fine tutti si concludono con un  nulla di fatto o comunque finiscono per non essere incisivi nella costruzione di questo “Polo di Sinistra” alternativo al PD. Perchè?

Questa nazione manca di una visione. Alla sinistra manca una visione totale di paese.           Noto molto spesso, con mio sommo malgrado, che molti partiti di sinistra nei loro programmi elettorali  hanno forti lacune in alcuni settori dell’ economia del paese. La Fiom , ad esempio, partendo dalla metalmeccanica riesce a costruire una visione di paese che abbraccia tutti i settori. In questo modo la Fiom riesce ad aver consenso dentro e fuori il comparto metalmeccanico. Questa stessa modalità può essere presa e spostata dal sindacato alla politica. Cambiando il punto di partenza, cioè cambiando dal settore economico, al ceto sociale.

Tutto questo si va ad aggiungere un altro problema, più mediatico, sicuramente, ma forse il più importante. Quasi sempre chi fa questi proclami d’ unità sono leader storici del panorama della sinistra italiana. Molti sono i leader che a sinistra del Pd stanno creando un “quarto polo”, quasi tutti politici di lungo corso, ma tutta gente che mediaticamente non riesce a raccogliere largo consenso nell’ immaginario collettivo e sopratutto elettorale. Non è questione di giovanilismo ne tanto meno di bravura,sia chiaro! Chi sta scrivendo non ha la presunzione di essere meglio di altri, ne tanto meno di sapere più di questo o di quel leader; semplicemente ad oggi il leader carismatico è quello che in Italia come d’ altre parti e ha un idea di paese.                                                                                                                                     Poi certo, se è giovane ancora meglio. Si vedano in Italia gli attuali casi di PD e Lega Nord, dove il semplice cambio di leader ha creato tanta attenzione ( nel bene e nel male, sia chiaro!), oppure in Europa i casi come Syriza e Podemos (e ultimo cambio di leadership avvenuto in casa Izquierda Unida).                                                                                                    Tutti leader giovani, tutti intorno i quarantanni d’ età. Alcuni di loro effettivamente portatori di idee nuove, altri frutto di un operazione politica che non nasconde niente di nuovo se non il volto giovane del leader di turno.

In questo quadro politico la sinistra che fa?                                                                         Sostanzialmente poco. Prova a costruire comitati, gruppi, associazioni,  ma non riesce a raccogliere un largo consenso. Non solo per la questione della mancanza di un leader carismatico ma sopratutto per la mancanza di una visione comune di paese.

Eppure un leader ci sarebbe, Maurizio Landini. Tanti buoni  esempi ci sono. Grandi e piccoli casi di sinistra vincenti sui territori ci sono, si veda l’ ultimo caso delle elezioni in Emilia Romagna, ad esempio, dove la lista “L’ Altra Emilia Romagna”, ad esempio, è riuscita ad entrare nel consiglio regionale.

Insomma è necessario che qualcuno faccia un passo indietro, è necessario che il vecchio muoia per dare possibilità al nuovo di nascere, è necessario che si dia più spazio e più visibilità alle buone pratiche e che i risultati migliori vengano presi come esempi. E’ necessario che queste persone, che rappresentano la sinistra vincente, non siano messe li ad un angolo e usate solo come semplici bandierine o belle cartoline da mostrare per far vedere quanto questo o quel partito siano bravi. C è bisogno che queste persone possano dirigere e che non siano sempre i soliti a muovere le file. Questa non è una rottamazione ma un cambio dei tempi, non si chiede ne l’ esilio, ne l’ allontanamento di nessuno ma solo un consapevole passo indietro per il bene della sinistra e del suo popolo. Insomma, per il bene di tutti.

 

 

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