Con la Cgil senza se ma con qualche MA

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La CGIL rompe gli indugi e finalmente sceglie di scendere in piazza.

Penso che, senza troppi giri di parole e senza troppi “viaggi” mentali, il 25 ottobre bisogna scendere in piazza a fianco del sindacato dal quadrato rosso.

Perchè farlo???                                                                                                                                     Si sa, per alcuni a sinistra scendere in piazza con la CGIL non è il massimo. Troppo aperta al dialogo con governo e confindustria e poco propensa al conflitto, in certi momenti poco propensa al dibattito interno e troppo piramidale, troppo succube della logica della confederazione con cisl e uil e poco propensa all’ autonomia sindacale.                              Insomma per alcuni a sinistra la Cgil è o troppo o troppo poco, ma penso che nelle sue tante contraddizioni la Cgil sia depositaria, forse l’ ultima grande depositaria, di un pensiero molto importante, molto profondo, non solo per la sinistra ma anche per il paese.

Il pensiero del quale è depositario è quello che ha caratterizzato gran parte del ‘900. Quelle idee, quei sogni, quelle speranza collettive che hanno animato nel corso di tutto il ‘900 milioni di persone nell’ idea che si può stare bene se tutti e tutte hanno un lavoro, stabile e sicuro. Un idea che oggi si scontra, da un lato, contro il muro della crisi e di tanti altri fattori come precarietà, globalizzazione, esternalizzazione, finanziarizzazione dell’ economia reale. Dall’ altro lato si scontra con una classe politica che attualmente è al potere incapace di avere una progettualità, una visione del paese e che vede nella Cgil un ostacolo più che un interlocutore.

D’ altro canto però la stessa Cgil non deve fermarsi a quelle data, ma deve avere la forza di avviare una stagione di riappropriazione dei diritti persi nel corso degli ultimi 10-15 anni. Deve avere insomma, il coraggio di mettersi in gioco interloquendo con tutti i soggetti che oggi lottano contro la crisi e contro lo status quo, penso ad esempio al movimento studentesco a quello dei No Tav o a tutti quei movimenti che reclamano il diritto alla casa, . Deve avere la capacità e la forza di saper discutere al suo interno e di autorigenerarsi con forze nuove, che sappiano leggere il presente e il tessuto sociale in cui vivono.

Insomma, il 25 ottobre la Cgil può dare inizio ad una vera stagione di riappropriazione dei diritti che tanto mancano ai lavoratori italiani. Il 25 ottobre la Cgil non sarà sola se avrà la capacità di prendere in mano le sorti e le speranze non solo di milioni di lavoratori e lavoratrici ma se avrà il coraggio e forza di prendere in mano le sorti e le speranze di questa nazione.

 

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