Una generazione che dice basta.

la precarietà ti incatena

Se dovessi descrivere il congresso nazionale del Nidil Cgil lo descriverei non come un semplice congresso,non un semplice assemblea di burocrati, niente di tutto ciò. Ciò che è avvenuto dal 31 marzo al 2 aprile a Montesilvano (PE) non è stato niente di tutto questo, ma un momento in cui una generazione ragionava sul suo presente e sul suo futuro.

Un congresso allegro, un congresso animato, pieno di voci, di idee per combattere la crisi e provare ad invertire la rotta.

Oramai più di una generazione vive questa piaga della precarietà.
Si piaga, perchè la precarietà ti cancella il futuro, ti porta a rivedere i tuoi sogni, le tue idee, le tue speranza, ti costringe a rivedere al ribasso le tue aspettative di vita, ti costringe a cambiare le tue abitudini.
Questa tre giorni ha provato a ragionare nel senso opposto, nel provare a cambiare la lotta, nel dare una speranza a quella parte d’ Italia che vive con i contatti più disperati, che non riesce ad arrivare alla fine del mese, che chiede un futuro stabile ma sopratutto dignitoso.
In quei giorni ho visto una generazione, per usare una frase di Di Vittorio, che non si vuole togliere il cappello davanti al padrone, che non china la testa davanti ai soprusi che i datori di lavoro ti sottopongono. Straordinarie storie di lotta e di resistenza alla crisi.

Sono uscito ricaricato da una tre giorni come questa ma sopratutto felice,rincuorato,speranzoso. Perchè ?? E’ bello sapere che non sei solo. E’ bello sapere che c è ancora chi crede in un pensiero collettivo. E’ bello sapere che c è ancora qualcuno che crede che dalla crisi si esce partendo dal lavoro,magari sicuro, stabile e non precario. E’ bello vedere una generazione che non si arrende e che prova a costruire dal lavoro le speranze di crescita per loro e per questa nazione. Ecco cosa sono stati questi tre giorni al congresso nazionale del NIdiL CGIL.

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