L’ Italia il paese delle emergenze inascoltate

L’ Italia si sa è il paese delle emergenze, emergenza casa, emergenza acqua, emergenza lavoro, emergenza povertà…..BASTA!!

So di essere uno dei tanti che in questi giorni parla di ciò che è avvenuto in Sardegna, so di essere uno dei tanti che in questi giorni scriverà su questa tragedia. So anche,però, che a differenza di qualcuno,io le cose che scriverò non saranno intrise di ipocrisia, si perchè questo, è il paese delle eterne emergenze,degli abbandoni, delle cose mezze fatte,delle cose poco chiare o ancora peggio fatte male, ma poi, sopratutto è il paese del ipocrisia

Quella avvenuta in Sardegna è la classica cronaca di una morte annunciata, come in tanta parte d’ Italia, si perchè i problemi emersi da questa alluvione sono stati due.Il primo, è la più totale e scellerata scelta di cementificare zone dove non si doveva cementificare.Il secondo punto è la mancanza di manutenzione di ponti, strade, dighe.La colpa di tutto questo,ovviamente,ricade su chi in questi anni ha permesso tutto questo.

Si perchè, se c è una lezione, l’ennesima, che questa tragedia ha fatto emergere e che se qualcuno protesta, pone una critica, forse è il caso che venga ascoltato.
Dico ciò perchè in questo paese dal Dopoguerra ad oggi le critiche ad opere pubbliche e non solo, vengono liquidate facilmente con semplici battute o con accuse generiche.

Quest anno ricorrono i cinquantanni dalla tragedia del Vajont.Milioni di litri d’ acqua usciti da una diga costruita tra i costoni di due montagne, un onda gigantesca che ha cancellato la città di Longarone e distrutto le città limitrofe.Anche questa tragedia è stata la cronaca di una morte annunciata,perchè qualcuno,all’ epoca, dalle colonne dell’ allora giornale del Partito Comunista Italiano,l’ Unità, avvertiva, denunciava i rischi e i pericoli che quella gente poteva subire.Il nome di questa coraggiosa giornalista è Tina Merlin,che riuscì a denunciare i pericoli che avrebbero corso i paesi della valle se la diga fosse stata messa in funzione.Inascoltata dalle istituzioni, la giornalista fu denunciata per “ diffusione di false notizie e tendenziose atte a turbare l’ ordine pubblico”.

I fatti come sappiamo, purtroppo, le diedero ragione.La lista delle tragedie è ancora lunga, ed piena di tanti segnali,comunicati,avvisi, comitati,movimenti o semplici cittadini, inascoltati.
Quello che serve ora è silenzio, ma non solo, serve memoria.Serve la memoria per ricordasi di cosa è successo in questi giorni,serve memoria per ricordarsi che se qualcuno pone una critica su di un opera in costruzione sia essa pubblica o privata, sia grande o piccola,sarebbe gusto è opportuno ascoltarlo.E l’ esempio non può che cadere oggi sulla vicenda della Tav, dove un intera valle da più di ventanni pone critiche su questa opera da loro(e non solo) considerata inutile e dannosa.Il sottoscritto è giustamente contrario a quest opera,per una serie d’ infiniti motivi che hanno fondamenti scientifico-economici, ma ciò che voglio dire, però e che la politica o inizia ad ascoltare seriamente i suoi cittadini,ascolti chi magari, da mesi da anni dice no a questa o quella oppure le RAGIONI DI STATO E QUELLE ECONOMICHE UCCIDERANNO QUESTO PAESE.

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