Brutta razza il padrone

Mi hanno insegnato, quando ho iniziato a fare politica, che il padrone è una brutta razza,nel senso che egli avendo come obbiettivo il massimo del profitto al minor costo deve essere disposto a fare di tutto per ottenere I suoi risultati.Col tempo questa idea mi è passata dalla testa,nel senso che vivendo in anni di forte spinta economica queste idee le consideravo fuori tema,quasi anacronistiche.

Ma la storia si sa, è maestra di vita, per cui con l’ arrivo della crisi e il suo accentuarsi la casta dei padroni ha svelato il suo vero volto, cioè quello di una casta di arrivisti pronta a tutto e capaci di abbandonare la nave nel momento in cui affonda.

Ma c è una novità in questi giorni, si può notare come il nostro paese sia ostaggio di questa gente.Il caso Riva dimostra (in economia come in politica con Berlusconi) che i cosiddetti “DATORI DI LAVORO”possono permettersi di fregarsene delle sentenze della magistratura anzi di usare come arma di ricatto il licenziamento degli operai.Possiamo dire con certezza quasi assoluta che questa è la stessa situazione di ricatto che avviene in politica con Berlusconi.
Se il Nano fa passare il messaggio che”O mi salvate o cade il governo”,lo stesso Riva fa capire :”che se mi condannate sbatto fuori gli operai”.L’ attacco che le classi dominanti fanno è lo stesso, applicato ovviamente in ambiti diversi.

Queste due grandi vicende, viste in parallelo dimostrano sicuramente una cosa,cioè quella che in Italia c è la più terribile,la più parassitaria classe imprenditoriale al mondo.Lo dimostrano i fatti di questi giorni ma anche, personalmente, le tante storie di amici e conoscenti che in questi anni, ho potuto conoscere e vedere da vicino.

Storie di ordinario sfruttamento subite da chi è costretto a lavorare sotto il giogo di un padrone che sa di poter fare ciò che vuole perchè dalla sua ha l’ appoggio di una classe politica sua diretta rappresentazione.In tutto questo il lavoratore si sente solo,isolato, privo di aiuti se non quelli di un sindacato che poco può fare contro questo modus operandi,allora che fa? Se non può andarsene,emigrare all’ estero, per disperazione gioca al ribasso, si incattivisce e piano piano pur di poter lavorare perde qualsiasi diritto ottenuto negli anni.

Che fare?
Sicuramente la risposta non la può dare solo ed esclusivamente il sindacato,visto che egli è costretto a “giocare con regole altrui“,in quanto le regole le fa la politica.Una risposta non può venire sicuramente dalla miriade di partiti e partitini di sinistra che stanno a sinistra del PD.
La soluzione penso sia una sola,unità.In ballo oggi non c è solo l’ esistenza stessa della sinistra ma molto di più,l’ esistenza stessa dell’ Italia.
Ben venga la proposta di Rodotà e Landini di provare a costruire un unità a sinistra partendo da due pilastri fondamentali,il lavoro e la costituzione.
La storia della sinistra italiana non deve prendere altre strade, non deve perdersi dietro le illusorie sirene del Pd,non può morire nel feticismo del minoritarismo elettorale, la storia della sinistra italiana deve rinascere in una prospettiva di massa,con idea completa e chiara della società,bisogna capire dove e come indirizzare il paese e sopratutto bisogna ridare sogni,speranze e sopratutto dignità.Quella stessa dignità che il compagno Di Vittorio nelle piazze della mia terra gridava durante I comizi quando diceva che il capello davanti al padrone non bisognava levarlo.

Sono sicuro che arriverà il giorno che questo paese non si toglierà più il cappello davanti al padrone,cari padroni arriverà il giorno che PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO!!

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Una risposta a Brutta razza il padrone

  1. Andrey Chaykin ha detto:

    Concordo sull’unità a sinistra. In difesa degli articoli fondamentali, come la libertà di stampa, di parola, il referendum e democrazia partecipativa. Spero che Rodotà e Landini diano un nuovo impulso per la costruzione di una Sinistra unità, ma sopratutto di un soggetto politico che abbia una prospettiva e un pano d’azione programmato. Non come è successo negli ultimi tempi, dove ad ogni elezioni abbiamo i propositi migliori del mondo, ma ci si presenta con dei simboli sempre diversi. Tuttavia, studiando economia, non concordo che tutti i datori di lavoro sono uguali. Ovvio, abbiamo i casi delle Grandi Imprese, che fanno sempre come cazzo vogliono perché il Governo permette tutto. Però oltre al lavoratore dipendente, anche il piccolo imprenditore subisce la violenza del capitale, violenza del più forte. Insomma, il Capitalismo è come una giungla selvaggia, dove se non cresci, vieni mangiato. PIL e l’utile sono gli indicatori fondamentali, e se fai l’alternativo devi essere distrutto. Insomma, ci imprimono un modello errato di società partendo dalle stesse scuole. Un modello di pensiero liberale. Nonché il piccolo/medio imprenditore non abbia le sue colpe, evasione, mafia, corruzione e concorrenza sleale basata sullo sfruttamento in nero. Però, non facciamo di tutta l’erba un fascio. Anche gli operai hanno loro colpe, per me è inconcepibile essere tesserati alla FIOM e votare Lega Nord. Tutta questa situazione per me è dovuta alla mancanza di alternative. E qui torniamo all’inizio, o si fa l’UNITA’ di un polo alternativo, oppure sono tutte parole su parole…ed è colpa quindi anche nostra.. dei compagni che volendo fare il comunista a modo suo, non è disposto a collaborare con nessuno… motivi, orgoglio idiota.
    Quindi, svegliamoci e iniziamo a lavorare per cambiare questo sistema di merda errato liberale e capitalista selvaggio.. che fra l’altro sta mandando a puttane anche il nostro pianeta (inteso come ecologia).

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