La sinistra sia voce di chi non ha voce.Ora o mai più!

Non è stato un week end semplice, ammettiamolo, diciamo che è stato il culmine di una settimana molto incasinata,ma sicuramente non ci saremmo aspettati questo tipo di fine settimana.
Non entro nel merito della questione dell’ insano gesto avvenuto domenica mattina, mi limito semplicemente a dire che il metodo Cossiga(o Kossiga se preferite) è sempre valido soprattutto nei periodi di crisi come questo.
Quello di cui invece voglio provare a parlare è di come in questo paese la disperazione,la povertà,vengano vissuti nella più totale solitudine. Sapete,ogni martedì,da più di un anno gestisco, presso la camera del lavoro del mio paese uno sportello di orientamento al lavoro. In un anno e mezzo tante sono le persone che sono passate da me,tante come le loro storie fatte di straordinaria resistenza umana alla crisi che meriterebbero di essere approfondite una ad una.
Ogni nome,ogni corpo,nasconde dietro di se una storia personale, dietro a quei nomi,dietro a qui corpi si nascondo sogni, storie, speranze, aspettative, si nascondono vite di ordinaria lotta per la propria dignità.
Ci sono storie di donne,di tante donne che da sole, senza marito,perché vedove o abbandonate cercano la sicurezza di un lavoro sicuro,lontano magari dalle angherie o dalle vessazioni del maschio padrone,cercano un lavoro che possa garantire stabilità per loro e per i loro figli. Ci sono le storie di tanti padri che perso il lavoro vengono da me alla ricerca di una speranza lavorativa non solo per loro ma soprattutto per i loro figli,quante volte ho dovuto assistere a padri che piangendo mi pregavano di trovarli qualsiasi lavoro, quante storie non solo di straordinaria resistenza alla crisi ma anche di straordinaria resistenza all’ avance delle mafie. Si mafie, perché dalle mie parti sempre più spesso padri di famiglia sono costretti a rivolgersi alle mafie locali per portare nelle loro case uno stipendio e per far questo diventano corrieri della droga, da una città all’ altra,a volte più viaggi nello stesso giorno,e alla fine una retribuzione che a volte era quanto un loro mese di lavoro. Ed eccomi qua, non solo a fare da consulente ma anche da amico,confidente,carta assorbente a questi problemi,ai quali purtroppo tampono con motivazioni seppur giuste ma che hanno poco effetto, perché so che non porteranno mai riempire i piatti dei loro figli.
E poi c è la mia generazione,sterminata, immensa,colma di disperazione e di voglia di partire,per loro sono riservate le offerte per chi vuole andare fuori regione,se va bene, altrimenti fuori Italia.Vedo oramai una larga parte dei giovani che viene da me a domandarmi offerte di lavoro che portano fuori dalle nostre terre. Nelle loro parole c è solo rassegnazione, delusione e tanta rabbia per una terra che non sa investire sul futuro e che l’ unica cosa può offrire è solo un lavoro sottopagato, quasi sempre a nero offerto dal politico di turno in cambio del voto alle elezioni,il mio paese è capofila in questo.
In tutto questo io lotto,lotto io come lottano milioni di cittadini giornalmente,magari lottavano pure i tanti che in questi anni si sono tolti la vita,padroni e operai, ha lottato pure Preiti, fino a quando c è riuscito e magari lottavano pure i due carabinieri colpiti. Ma la questione è perché si ha paura di esprimere le proprie difficoltà?Perchè si ha paura di condividere queste nostre difficoltà e lottare tutti insieme per cambiare le cose?La storia ci insegna che le masse quando lottano unite, vincono,con o senza l’ uso della violenza. Ma per far si che le masse si muovano serve una forza seria,credibile,capace di essere rappresentativa di quelle istanze popolari.
Abbiamo visto che il Movimento Cinque Stelle, che ha raccolto buona parte di questo malcontento è incapace di gestirlo e di convogliarlo verso una capacità di cambiamento serio dello status quo,allora a chi toccherebbe se non alla sinistra questo compito?
La grande scommessa parte da qui,l’unità a sinistra parte proprio da questa precisa volontà essere la rappresentanza di questa gente,che chiede dignità,speranza ma soprattutto certezza per loro e per il futuro dei loro cari, non deludiamoli.

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3 risposte a La sinistra sia voce di chi non ha voce.Ora o mai più!

  1. Riccardo Scaringella ha detto:

    La scommessa è proprio questa: riuscire a cogliere il malcontento che dilaga nella società. Ma per far questo, come sappiamo, occorre che ci sia un vero soggetto di sinistra e che le persone capiscano che la sinistra non è quella raccontata in tv, ma quella che sta nelle piazze e che lotta al loro fianco!! Teniamo a mente questa cosa, occorre l’unità a sinistra, la vera sinistra!! 🙂

  2. FRANCO PORCELLI ha detto:

    MA RIMARRà QUALCUNO IN QUESTA ITALIA ALLO SFASCIO O CI TRASFERIREMO TUTTI ALTROVE ? CHE SE LA GODANO LE MERDE CHE CI HANNO MESSO IN GINOCCHIO A QUESTO PUNTO, DA SOLI !!!!

  3. ma chi li cancella, solo che non li leggo giornalmente, quindi non riesco a rispondere a tutti!!prima di criticare sei pregato di domandare!!

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