SP 231,dove muore la dignità

Esco, soffia un vento freddo che giunge dal mare,riempie le mie narici del suo odore,mi aggiusto il bavero della giacca ed entro in macchina.
Mi immetto sulla provinciale 231, l’ ex 98, quella che collega Cerignola con Bari,la prendo e la percorro in direzione del capoluogo barese,penso che sia la migliore fotografia dei nostri luoghi.La provinciale è una lama di asfalto che percorre tutto il Nord Barese, un mercato a cielo aperto,penso che se vuoi capire la crisi devi percorrere inevitabilmente questa strada, attività legali e non sono quasi tutte impiantate in questi luoghi.
Inizio a percorrerla da Corato dove grandi e piccole aziende provano a sopravvivvere come animali in lotta fra loro, negli ultimi tempi vedo parecchie carcasse, le riconosci perché sono vuote,spente e hanno un cartello di un agenzia immobiliare che come un necrologio ne sancisce la fine.
Vado dritto e spedito, appena fuori dalla zona industriale inizia l’ unico mercato fiorente che ad oggi non conosce crisi su questa strada,la prostituzione, un mercato a cielo aperto che percorre tutta la provinciale.
Corpi, una massa di corpi messi a patire freddo e caldo per la gioia straziante del maschio,macchine del piacere a pagamento per la gioia fallica dell’ uomo e della criminalità, percorro questa strada con mix di disgusto e pena.
Corpi, ancora corpi si intervallano a distese di ulivi e fabbriche semi vuote, tiro dritto, osservo macchine ferme in luoghi non più improvvisati ma oramai ben organizzate con roulotte o prefabbricati, percorrendo questa strada capisco l’ impotenza dello Stato nei confronti di questi quotidiani scempi, ma se lo Stato, le forze dell’ ordine non fanno nulla,mi domando:“ Dov è la società civile? Dov è la Chiesa? Coloro che la domenica si battono il petto sugli altari,dove siete??”E’ il trionfo dell’ illegalità!
Supero Ruvo, Terlizzi, il paesaggio non cambia,sembra che la criminalità comandi questa strada e lo faccia alla luce del sole,senza nascondersi. Arrivato,svolto all’ incrocio ed entro a Bitonto, arrivo a destinazione, finalmente vedo visi di persone a me care, facce sorridente e serene, prendo un caffè con loro, dolce,lo carico di zucchero per levarmi il disgusto dello spettacolo appena visto, mi butto sul divano e penso a quella massa di corpi, a quella lama di asfalto che raccoglie storie che abbiamo il coraggio e il dovere di dover raccontare.

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5 risposte a SP 231,dove muore la dignità

  1. Alessandro Cecchi Paone ha detto:

    le riflessioni di un uomo quando finalmente giunge alla patente può viaggiare libero…belle idee, concetti giusti ma la pornografia in cui si sguazzava ha le stesse radici quelle che alimentano il mercato…ecco spiegato il mistero del perpetrarsi del mestiere più antico del mondo, la crisi si evinceva dalle poche auto ferme ?

    • Mauro Jacovelli ha detto:

      è vero ! purtroppo la piaga della prostituzione ha troppe forme, vogliamo parlare dei signori politici e dei propri bordelli personali ?

    • Ho descritto ciò che vedo ogni volta che devo raggiungere casa di amici o della mia ragazza.Il mio pezzo nn è nient altro che la descrizione di ciò che vedo ogni giorno,le riflessioni sono aggiunte.Per quanto riguarda ciò che dice in parte è vero la tv bombarda,(sopratutto quella privata!!)ma c è dell’ altro trova anche del terreno fertile a causa sia della crisi sia dal perbenismo che creano quel effetto di pressione sull’ singolo uomo che lo porta ad avere questi sfoghi( qualcuno parlerebbe di alienazione).Ma qui ci inoltriamo in un discorso che a mio parere merita una seria discussione,lunga ed articolata che la pagina di un blog nn può fare.

  2. Vincenzo Cipriano ha detto:

    Percorro spesso quella strada… Uno spettacolo disgustoso specialmente per i miei 2 figli. Man mano che crescono, mi aspetto la fatidica domanda: “papà cosa ci fanno quelle donne li???”… Mi chiedo spesso cosa dovrò rispondere…

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