Da Sud a Nord le ragioni di una sconfitta

Leggo, rileggo, confronto con altri dati che mi passano tra le mani e penso:”Qui c è qualcosa che non torna”,poi accendi la tv e trepidamente aspetti i primi risultati,non sono confortanti, sono un ulteriore botta in testa.A fine serata sei avvilito, stanco, spossato, sembra che sei uscito da otto incontri di rugby insieme,ma qui non c è il terzo tempo, non c è il ritorno.Volevo capire,conosco il dato di queste parti, so che può essere viziato dal voto clientelare,che qui, nelle mie care lande, attinge a piene mani,ma volevo capire il resto dell italia, il perché di quei dati assurdi.La fortuna mi è venuta in aiuto, qualche settimana prima avevo mandato un curriculum per un offerta di lavoro in quel di Torino,sempre la fortuna ha voluto che venerdì 22 febbraio sono stato contattato per presentarmi la settimana dopo presso di loro e sostenere il colloquio.Quale migliore occasione??In un colpo solo risolvevo una serie di simpatici problemi, potevo trovami uno straccio di lavoro,avrei potuto comparare ed analizzare il voto e sopratutto avrei rivisto con piacere la città che mi ha dato i natali.
Premetto già da ora per chi si avventura ulteriormente nella lettura che ovviamente il colloquio è andato come pensavo,male.(un giorno vi racconterò meglio!)Dicevo, partii subito,senza farmi troppi problemi, in fondo era un piacere rivedere dopo tanto una città come TORINO, i suoi viali alberati, il lungo PO, i suoi portici che difendono dalla pioggia o dalla neve.Appena arrivato ho deciso subito di girare per la città, parlare con amici e parenti(ovviamente ero curioso di capire chi avessero votato e perché) e ho potuto subito trovare alcune similitudini confrontando con ciò che avevo sentito dalle mie parti,da qui poi,dopo un attenta riflessione ho tratto le mie conclusioni.
Iniziamo subito nel dire che queste elezioni le hanno vinte chi ha gridato di più,queste sono state elezioni urlate,sopratutto nelle piazze dove Grillo aizzava il popolo italiano con uno spot gridato che doveva essere il più efficace possibile(VAFFANCULO), ma queste elezioni sono state vinte non solo dalle urla, che sono state un metodo di comunicazione, ma anche dai contenuti.I due punti vincenti di questa campagna elettorale sono stati rabbia e paura,mentre il Partito Democratico puntava al concetto del voto utile(terzo punto) sottraendo voti(anche miseri per altro)a Rivoluzione Civile e al suo alleato SeL i due outsider Berlusconi e Grillo raccoglievano a piene mani tra la massa degli indecisi o di coloro che non andavano al voto.Mentre Berlusconi raccoglieva consenso con mosse sicuramente basse, ma che erano dirette, che colpivano la pancia dell’ elettorato(vedi il caso del rimborso dell’ IMU)il roboante comico invece puntava alla gogna verso tutto e tutti.Entrambi con la bravura dialettica e con la loro buona capacità mediatica sono riusciti a vincere pur non dicendo quasi nulla di concreto ma colpendo gli istinti più bassi.
E in tutto questo il centro-sinistra italiano che ha fatto?
Bhè cari amici e care amiche mettiamola così c è un file rouge che collega quei tre fattori,la sconfitta del Partito Democratico e la mancata presenza della sinistra in parlamento, cioè l’ incapacità del centro-sinistra italiano di non saper conoscere il proprio paese e di non capire più il proprio elettorato.Ora,si sappia, non voglio fare il vecchio nostalgico da prima repubblica che parla di sezioni come luoghi di discussione,di comizi affollati in piazza,vi prego non datemi questo ingrato compito,già mi sento vecchio e non voglio sentirmi ulteriormente vetusto,vi chiedo però di ragionare su di un paio di punti per rimettere in sesto la sinistra.

1)Unità seria della sinistra:Non so se chiamare partito, federazione, movimento o quale altra farlocca forma si può dare, (andrebbe bene anche un luogo di discussione) che però si traduca realisticamente in un qualcosa di concreto e che raduni attorno a se delle proposte serie e concrete di tutti i soggetti politici,movimenti e le associazioni che si collocano a sinistra del Partito Democratico.Insomma usando un vecchio motto a noi molto caro:”Proletari di tutto il mondo UNITEVI”

2)Essere più spendibili sul mercato: Purtroppo abbiamo visto che oramai la TV e la comunicazione mediatica giocano un ruolo determinante all’ interno della campagna elettorale e non solo,i vari leaders della sinistra o del centro-sinistra venivano visti come spenti,soporiferi(ne sono un esempio le imitazioni di Crozza)incapaci di raccogliere il consenso delle masse che dalla sinistra chiedevano una presa di posizione forte non solo nei contenuti ma anche nei dibattiti televisivi, dove il centro-destra o Grillo aveva maggiore appeal sull’ elettorato.Insomma più grinta nell’ esporre le proprie idee!!

3) Quadri: Non parlo dei piacevoli oggetti d’ appendere al muro, ma di quelle figure che un partito come il P.C.I aveva per dirigere.Se un partito di sinistra( penso a quello in cui milito io, PRC)vuole capire il suo elettorato, conoscere la società italiana per poter capire come muta la società e quindi l’ elettorato deve inevitabilmente dotarsi di figure indispensabili come quelle.Contro un Grillo che non si pone il problema, tanto i sondagisti li paga Casaleggio e un Berlusconi che oltre a pagare i sondagisti non ha problemi a creare un opinione politica in quanto presidente di gruppi editoriali e di reti televisive,penso che la nostra migliore risposta sia creare un gruppo dirigente( mi rivolgo come investimento sul futuro, quindi under 40)capace sempre in un ottica marxista e comunista di leggere la società,capirla e creare delle proposte politiche serie e capaci per battere le destre e i populismi.

Le ragioni di questa sconfitta non devo farci pensare ad una fine di alcun tipo, ne come partito ne come ideologia, penso che nel pieno di questa crisi, che non è solo una crisi economica, ma anche una crisi di idee,di valori, l’ idea di credere ancora in qualcosa deve essere la nostra stella polare,la guida per coloro i quali oggi più di ieri credono ad altro mondo possibile.

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3 risposte a Da Sud a Nord le ragioni di una sconfitta

  1. maurizio aversa ha detto:

    Quindi ritieni che il problema della sinistra (comunque intesa) è di dover essere e apparire credibile. Perchè fino ad ora è stata poco credibile (omologata agli altri) ed è apparsa poco credibile (quando non ha veicolato le differenze). La seconda questione, sui quadri, è connessa alla credibilità che diventa tale quando c’è una unità sostanziale sui contenuti che caratterizzano la sinistra. In altri termini, ed escludendo al momento il Pd dal ragionamento, è credibile se offre come riferimento un solido insieme di contenuto e contenente: un unico partito comunista. Questo, ad esempio è quello che perseguo io da tempo. Questo, come fai evincere anche tu, non è appannaggio del dibattito, ma urgenza della catastrofe sociale culturale e politica nella quale ci arrabattiamo.

  2. si maurizio e dobbiamo provarci e sopratutto muoverci per non finire come un ricordo della storia.

  3. alessio ha detto:

    Sinceramente continuare a leggere analisi e soluzioni dai soliti dirigenti non migliora la situazione in cui siamo.

    Tre semplici considerazioni:

    La prima ,più il tempo passa senza aver un progetto chiaro che il nostro patrimonio ,umano ,cultare e politco diminuisce.

    La seconda,se in 5 anni per due volte abbiamo accettato la costruzione di liste “contenitori” ,ciò dimostra che oggi Rifondazione non è in grado di tornare in Parlamento o di rappresnetare da solo una valida alternativa al neoliberismo.Per questo motivo vorrei che mi fosse data la possibilità di dare un contributo alla discussione,invece di aspettare i nostri dirigenti.

    La terza,sciogliemnto dei partiti ad oggi esistenti e congresso fondativo di un nuovo soggetto politico.

    Avere il coraggio di abbandonare e mettere in discussione il proprio orticello.

    Se la fds fosse stata un partito,non si sarebbe divisa per le primarie e di conseguneza ci saremmo presentati con quel simbolo.

    Laschi alessio
    32 anni,segretario federazione Prato.
    Iscritto da 15 anni!!!!!!!

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