mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

V per Vendetta: il discorso di V.

Questo è un articolo scritto un po di pancia, si lo so, non si dovrebbe mai scrivere d’ istinto, a meno che non siano poesie, ma li è tutta un altra storia,solitamente il cuore( o la pancia fate voi)e il cervello dovrebbero andare insieme mediandosi a vicenda.Ma in queste settimane vedendo i dati che l’ ISTAT e altri gruppi come la CGIA o Confindustria e banda hanno comunicato su occupazione, lavoro nero, consumo, crescita e osservando di prima persona il comportamento dell’ italiano medio ho pensato:”Ma noi italiani, forse, questa crisi un po c è la meritiamo?!?!”.
Mi spiego meglio, non siamo la Grecia vittima di una sostanziale illusione nel quale si è fatto credere di poter vivere con un tenore di vita al di sopra delle aspettative, non siamo l’ Irlanda che esce da un decennio di crescita economica quasi incontrollata, noi non siamo la Spagna figlia di un periodo durato quasi 10 anni di grossi investimenti, sopratutto in campo edilizio.No, noi non siamo tutto questo, la crisi che ci ha colpito ( e che ha colpito gran parte del mondo cosiddetto capitalistico)ci ha mostrato la verità che per tempo abbiamo nascosto a noi stessi, dal dopoguerra ad oggi, giorno dopo giorno, tutti noi con i nostri comportamenti abbiamo fatto in modo che questo paese andasse alla rovina.Volete qualche esempio?Vi accontento subito, dalle mie parti fino a qualche tempo fa era buona norma non fare gli scontrini, o nel caso in cui ricevevi lo scontrino era quasi sempre la metà di quello che avevi comprato, a volte anche meno, ovviamente non protestavi con il tuo negoziante di fiducia col quale nel corso di anni e anni di frequentazione si era creata anche una certa amicizia.Ammettiamolo, chi di noi (rivolgendomi a chi vive dalle mie parti) sentendosi dire:”Ti posso fare di meno?”oppure direttamente:”Ti ho fatto la metà,tieni”non è stato complice di questa piccola e costante evasione??
Volete un altro esempio,ok, cambiamo argomento,parliamo di clientelismo o concorsi facili e roba simile.Oggi ci strappiamo tutti quanti le vesti nel vedere fior fior di geni italiani emigrati all’ estero, dove lì hanno trovato la loro fama e fortuna, mentre qui ci stracciamo le vesti nei confronti di chi è entrato su raccomandazione o per parentela di questo o quello. Ma diciamocela tutta, quanti di quelli che si strappano le vesti sono veramente indignati, quanti sono coloro negli enti pubblici e non solo, che sono entrati perchè su raccomandazione,o spinto da o parente di oppure ha pagato la cosiddetta mazzetta a qualcuno?Chi di noi,ricevendo una multa e avendo un parente, un amico o un semplice conoscente nella politica cittadina o più semplicemente nella polizia municipale non ha provato a far cancellare la sua multa?Penso che vada bene finire qua con gli esempi senza parlare di casi ancora più eclatanti come incidenti automobilistici falsi o appalti gonfiati negli enti pubblici(basta vedere i vari casi di fatture gonfiare nella sanità).
Ma come si è potuto arrivare a ciò? Come si è potuto non notare nulla?Come si è potuto lasciare che questa classe politica in anni abbia non solo distrutto un paese ma sia diventata una casta?Di chi è la colpa?Chi o cosa dobbiamo incolpare per tutto ciò?E’ solo colpa di Berlusconi?Anche ma non solo,allora magari sarà colpa del PD o del centro-sinistra?Può darsi,il centro-sinistra in questo paese ha avuto le sue colpe, ma non sono loro I primi veri colpevoli di questo fallimento.
In questo caso mi viene in mente un monologo di ben noto film,“V per Vendetta”,nella scena in cui egli compare alla tv e recita questo monologo V dice ad un certo punto:”Com è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole….non c è che da guardasi allo specchio.”
Ecco guardiamoci allo specchio, sentiamoci anche noi un po colpevoli e per favore proviamo a migliorarci,migliorando noi sicuramente migliorerà questo paese, proviamoci.

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Una risposta a mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

  1. Francesca ha detto:

    Condivido pienamente tutto ciò che hai scritto. Colpa nostra, “di tutti”, aver visto e lasciato correre per lo scontrino al bar, in gioielleria, non aver obliterato il biglietto salendo sull’autobus e invece sarebbe stato corretto farlo, aver la necessità di una “raccomandazione” per superare un concorso, ecc. L’Italia è il Paese della trasgressione delle regole. Inutile sorprendersi di come siamo ridotti. Anzi.. Da questa china dovremo risalire e sarà proprio dura instillare regole, trasparenza in ogni settore.

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