Io sto con Domenico Lucano, io sto con l’ umanità.

Allo stato attuale non è dato sapere molto.Tutto è ancora avvolto in una nube di mistero. Le uniche cosa per cui si accusa il sindaco di Riace sono due:
1) Un unica conversazione telefonica durante la quale Lucano parla della possibilità di far sposare una ragazza nigeriana, cui era stato negato l’asilo,per permetterle di rimanere in Italia.Il problema che sto benedetto matrimonio non è dato sapere se è stato celebrato o no.Quindi si parla di solo di una chiacchierata al telefono.
2) L’ altra cosa che viene contestata al sindaco è l’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti alle due cooperative sociali di Riace per dare lavoro a riacesi e migranti. Sia chairo, è una prassi che molti sindaci in molti comuni d’ Italia fanno quella dell’ affidamento diretto. Se è stato arrestato lui dovrebbero andare dentro la maggior parte dei sindaci italiani.
Queste sono le accuse che vengono rivolte a Mimmo Lucano. E’ evidente il disegno politica che vi sta dietro. Come evidente è l’ attacco ad un idea alternativa di umanità

#mastropensiero

 

 

 

 

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Cosa ci dicono le elezioni in Svezia?!?!

Elezioni in Svezia.
Il Socialdemocratici vincono ma non avanzano.
I Democratici Svedesi avanzano ma non vincono. Da questo risultato emergono altre cose molto interessanti.
1) Il CENTRO-sinistra vince non per i Socialdemocratici ma per il buon risultato della SINISTRA,Vänsterpartiet, che ottiene un buon risultato e col suo 8% si impone come quarta forza del Parlamento Svedese.
2) Ancora una volta i cosiddetti partiti moderati e filo governativi perdono consensi a favore di partiti con posizioni più radicali. IL RADICALISMO PAGA!
3)Il voto svedese ci fa capire che ogni paese d’ Europa è più o meno colpito da questa avanzata dell’ estrema destra. Ma come ogni tornata elettorale ci ha sempre insegnato esiste una speranza, a sinistra, se si ha il coraggio e la capacità di cambiare lo status quo. Il voto svedese ci racconta nuovamente che i socialdemocratici stanno sparendo per loro incapacità di leggere i tempi, mentre avanza, in tutta Europa, un’ ALTRA SINISTRA, radicale, comunista, anticapitalista, di rottura. E’ l’ ora di capirlo altrimenti le barbarie avranno il sopravvento.
#mastropensiero
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marchionne-930942.jpgCi sono persone che incidono nella vita politica, economica e culturale del paese. Ci sono persone,queste persone, che con il loro modus operandi decidono i destini di un paese e dei suoi cittadini. Ci sono persone che quando bisogna giudicarle le si giudica nel suo complesso, senza fare distinzioni. Marchionne è una di questi. Trovo triste chi nel giudicarlo scinde la sua figura in due, sia chiaro, trovo anche triste chi festeggia la sua morte, ma non si può per certe persone che hanno avuto un grosso impatto nel paese( e non solo) scindere il giudizio in compartimenti stagni. Vi immaginate, estremizzando con un esempio comprensibile per qualsiasi paramecio, di porre un giudizio su Adolf Hitler come pittore senza giudicare anche l’ altra parte del suo vissuto, il dittatore, il leader politico?!?!Vi immaginate di dare un giudizio a Mussolini solamente come giornalista e non anche come politico e dittatore? O ancora, immaginate di dare un giudizio su Martin Luther King come semplice religioso e non come leader di un movimento per i diritti civili?!?! Il cosiddetto uomo pubblico è sopratutto questo. L’ essere giudicato a tutto tondo. Poi sta a chi giudica dare il peso del giudizio. A me del Marchionne sofferente nel letto poco o nulla mi interessa, provo la stessa pietas che si prova nei confronti di qualsiasi moribondo. A me interessa dare un giudizio nei confronti del Marchionne manager, dell’ instancabile AD che ha reso un’ azienda che produceva auto in una holding speculativa finanziaria, a me interessa giudicare l’ infaticabile AD Marchionne che ha più che dimezzato la classe lavoratrice di Fiat in Italia e che ha dislocato la produzione in paesi come la Serbia o la Polonia. A me interessa giudicare instancabile amministratore delegato che ha deciso di USCIRE DA CONFINDUSTRIA E DI PORTARE LA SEDE CENTRALE A DETROIT E LA SEDE FISCALE IN OLANDA.
Questo è quello che voglio giudicare, l’ infaticabile e instancabile manager che se tra un taglio di personale e un decentramento di azienda avesse pensato alla sua salute come ha pensato ad accumulare potere e denaro, forse oggi non si troverebbe in fin di vita. Ma il denaro non dorme mai è il buon SERGIO lo sa.  

#mastropensiero

 

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Lettera aperta ai bambini del terzo mondo, di Don Tonino Bello

 

Cari bambini,

che aspettate a costituire un organismo internazionale che raccolga fondi a favore degli adulti occidentali?
Sì, una specie di UNICEF rovesciato,
in cui protagonisti siate voi
e destinatari siano i grandi.

Perché, vedete, la televisione ci mostra ogni tanto i corpi denutriti dei bambini di Etiopia. Ci presenta le membra di tanti innocenti disfatti dalla miseria.
Pretende di commuoverci con le immagini di innumerevoli creature scarnificate dalla malattia.
Ci ferma la digestione con le sequenze di fanciulli devastati dalla fame nel Sudan o nell’Amazzonia, nel
Bangladesh o nello Sri lanka.
Ma se ci fossero gli strumenti adatti per portare sullo schermo le piaghe dell’anima adulta, sono certo che sareste voi a muovervi a pietà. E quegli occhi immensi, l’unica cosa splendida che vi è rimasta sul corpo martoriato, si spalancherebbero ancora di più in un raptus di compassione.

Fate presto, bambini,
inventate una specie di UNICEF a favore degli adulti.
Finanziate per noi, con una questua di valori umani, un programma di emergenza alimentare, di cui siano companatico la tenerezza e la giustizia.
Raccogliete gli scampoli superflui della vostra innocenza, i ritagli della vostra limpidezza, gli spezzoni eccedenti della vostra voglia di vivere. Ne avete tanta!
Fate una colletta dei vostri sogni impossibili.
Raccattate i residui delle vostre illusioni.
E inviateci subito il pacco dono della vostra misericordia. A noi adulti è più necessario di quanto non siano necessari a voi i contenitori confezionati delle nostre proteine.
Perché voi, bambini del Terzo Mondo, avete bisogno delle nostre calorie.
Ma noi grandi, figli dell’opulenza e inquilini di uno squallido Terzo Mondo morale, abbiamo bissogno del vostro calore.

Fate presto, perché qui si muore.

 

 

 

 

 

 

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Mattarella, Di Maio e Salvini, una dialettica tutta a destra sulla pelle di questo paese.

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Quello che sta avvenendo nelle ultime 24- 48 ore in Italia ha un che di drammatico. I toni con i quali questa fase viene affrontata rende tutto più terribile. Siamo invasi da una violenza verbale e da un livello di discussione politica così basso da far emergere la paura di rigurgiti di inaudita violenza. Tutto questo lo si deve ad una discussione politica che nel corso degli anni ha perso sempre più di valore e tono qualitativo ma si è caricata sempre più di violenza e di parole forti. Non sono gli anni 70′,che seppur violenti e carichi di parole forti comunque erano carichi di una alta, altissima elaborazione politica, non per niente in quegli anni si sono avute anche forti vittorie politiche, sindacali e sociali( si pensi ad esempio al divorzio, all’ aborto e allo statuto dei lavoratori per citare alcuni casi).

Tutta questa discussione che si sta creando per la mancata creazione del governo Lega-5 Stelle si può racchiudere in una discussione tutta giocata nel campo della destra. Da una parte abbiamo i due partiti vincenti che usando la scusa della vittoria elettorale rivendicano il loro diritto( giustamente) di formare il governo, dall’ altra parte abbiamo Mattarella, che in nome dell’ amor patrio e dell’ interesse nazionale e dei rapporti con l’ Europa( anche queste giuste motivazioni)respinge la nomina di Savona quale ministro dell’ Economia e mette così la parola fine al nascente governo.
Le persone sui social si scannano e si dividono scrivendo i propri pareri( in certi casi sfiorando il delirante e il ridicolo) patteggiando per l’ una o per l’ altra parte. Ma la verità che non esistono due parti contrapposte. Il tutto, infatti è giocato nella stessa area culturale e politica.

Da una parte abbiamo i due partiti vincenti, Lega(non più Nord) e Movimento 5 stelle. Essi rappresentano non solo il voto di protesta, populista( e anche popolare), antiestablishment, ma rappresentano un corpo sociale e politico ben preciso. Essi rappresentano quella visione di destra che si colloca in una visone xenofoba, razzista, classista, socialmente e che in economia si pone sulla scena con proposte tipo dazi, sovranità monetaria,bassa tassazione per i ceti più ricchi(flat tax),collocazione internazionale dentro una specifica area geopolitica. Insomma, la visione di questo paese ricorda un’ idea che in Italia abbiamo avuto nel corso del ventennio durato dal 1929 al 1943. Come abbiamo visto, quindi abbiamo a che fare con una destra fortemente conservatrice, nazionalistica che difende gli interessi economici di una classe imprenditoriale che intimorita e incapace di rispondere alle sfide del capitalismo si chiude e si fa lobby e risponde ai suoi interessi esprimendo elettoralmente questo tipo di voto.

Dall’ altra parte abbiamo le ragioni del Presidente della Repubblica Mattarella, che usando la Costituzione come paravento impone i suoi veti sul ministro dell’ economia adducendo nobili scuse di amor patrio. Per carità, analisi corretta quella fatta dal Presidente della Repubblica, ma abbiamo compreso che Mattarella usa la difesa degli interessi dell’ Italia in quanto non vuole difendere gli italiani ma rassicurare gli interessi della finanza europea e mondiale. Ecco quindi lo spettro dello spread, delle borse al tracollo, degli italiani in fila davanti al bancomat per evitare di finire senza soldi, dell’ Europa che ci bacchetta come una acida Signorina Rottermeier e così via con tutte le descrizioni apocalittiche che nel corso di questi anni ci hanno descritto.

In tutta questo caos si pone un altro punto non da sottovalutare, la eleggibilità di Silvio Berlusconi. La sentenza di riabilitazione del tribunale di sorveglianza ha concesso al Cavaliere la possibilità di tornare sulla scena politica da principale protagonista. E allora quale migliore casus belli la non nomina di Savona a Ministro dell’ Economia e la mancata formazione del Governo per approfittare per tornare subito al voto, magari come candidato di tutto il centro-destra, lega inclusa e poter vincere nuovamente alle elezioni?

In tutto questo caos manca una voce alternativa, manca una sinistra. Manca una voce che si ponga in maniera alternativa tra chi si pone in difesa dei mercati finanziari e dei potentati europei e chi sceglie di murare questo paese facendo leva su gli istinti più bassi e più xenofobi. Non si deve inseguire questi ma giocare su di un campo altro. Partendo dalla nostra carta costituzionale, usata come paravento in queste ore dall’ una e dall’ altra parte si deve provare a costruire un idea di paese in cui rispetto dei valori costituzionali e sovranità popolare vadano insieme. Ripartiamo dalla costituzione, riscopriamo lo spirito con il quale è stata fondata, ritorniamo ad essere partigiani, difendiamo questo paese dalle destre.

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25 aprile

«Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati…..
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.»
(Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955).

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La vostra ripresa

La vostra ripresa.
Una donna, ragazza madre, che mantiene due figli, consumata, sfatta, stanca, usurata dallo stress e dalla fatica.
Un ragazzo in eterna ricerca di stabilità. Sempre col curriculum in mano, sempre alla ricerca di quella chimera chiamata posto fisso.
Una commessa, con le lacrime agli occhi, continua a lavorare dopo che è stata umiliata dal padrone. In uno stato di perenne scelta, lasciare questo dannato lavoro per un salto nel vuoto o rimanere e sopportare le angherie?!?!?
Un padre, lincenziato, che si rinventa quotidianamente in mille lavori per portare uno stipendio, che si addormenta la sera davanti al piatto della cena.
Ecco la vostra ripresa, ecco i vostri punti di PIL, ecco chi sopporta il peso di questa crisi, che ahimè è ancora presente in questo paese.
Ecco il paese reale. 

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