La gente parla, parla, parla.

La confusione tra diritto di parola e diritto di dire stronzate è tanta, la differenza tra democrazia e mediocrazia è anche essa minima, la totale mancanza di una fase riflessiva è tanta. Personalmente sono stufo di inseguire la discussione continua, il continuo battibecco tra le parti senza la minima conoscenza della materia e delle regole del gioco.

Il livello di discussione attorno a me sembra quello di bambini di quarta elementare, ripicche, caprici, mugugni, piagnistei e becera cattiveria gratuita con totale assenza di maturità nel ragionamento. Insomma, un eterna scuola elementare. Crescete cristo!

Sia chiaro, non è un post scritto con spocchia, non è neanche il post di quello studiato che vuole far vedere che lui è diverso dalla massa perchè ha studiato e considera tutti degli ignoranti. Sono semplicemente arrivato ad un livello in cui non sopporto più la mediocrità e l’ analfabetismo funzionale di cui l’ Italia è colma in qualsiasi campo e in qualsiasi luogo.

La democrazia non è questo, la politica non è questo, l’ essere umano in se non è questo. Sono stufo di tutto questo, io personalmente sono altro.

#mastropensiero

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Mettete insieme i pezzi.

Mettete insieme i pezzi.

Partiamo da un dato, nessuno vuole andare al voto in questo momento neanche il centro-destra che tanto sbraita. L’affaire Lombardia rischia di diventare il casus belli per Forza Italia per mollare gli storici alleati Lega e FdI e planare dolcemente verso le calde e confortevoli braccia di Renzi. All’ Europa serve un partito saldo nella storica famiglia del PPE( una delle due colonne portanti insieme all’ S&D dell’ Parlamento Europeo) e oggi FI non ha i numeri ma soprattutto non ha la forza politica e vive a ruota di Salvini e Meloni, sembra quasi fagocitata dai due. Il Partito Democratico fa buon viso a cattivo gioco nel sopportare un Movimento 5 stelle oramai totalmente esausto dalla sua spinta propulsiva iniziale, è un partito diverso rispetto a quello di 10 anni fa, ma soprattutto, oggi è un PARTITO, con annessa burocrazia e struttura. In tutto questo tutti sanno che una legge elettorale come questa non premia nessuno e rende ingovernabile, nuovamente il paese( l’ ennesima e spero definitiva prova che l’ Italia non è un paese a vocazione maggioritaria). Renzi provetto skipper politico veleggia in tutto questo aprendo la crisi in contemporanea con ciò che sta succedendo in Lombardia. Cosa succederà? Proviamo a fare qualche supposizione. Le strade sono sostanzialmente due.

1)Conte trova la quadra nel nuovo governo e si va avanti fino a scadenza naturale, Renzi sta all’ opposizione come anche il centro-destra che però potrebbe subire via via qualche modifica per via dello scandalo che sta succedendo in Lombardia, il governo tentenna di tanto in tanto ma regge fino alla fine. Il resto si vedrà…

2) Conte sale al colle e si dimette. Di conseguenza Mattarella( mentre gli girano i sei quinti) consulta i partiti nella speranza di un nuovo governo. Facendola breve( vi evito le dietrologie) potrebbe uscire una nuova maggioranza che è sia voluta dall’ Europa(Ursula Von der Leyen, PPE e S&D ),dalla fase storica(covid, piano vaccinale, crisi economica) e dall’ impossibilità oggettiva di altri due fattori, semestre bianco e legge elettorale. In tutto questo il buon Renzi che fa? Si pone come garante ereditario e testamentario dei valori del PPE, tende la mano a tutti quei moderati di centro-destra che si rifanno tanto alla DC che ai valori liberal-democratici e che non vogliono morire nè fascisti nè populisti. In tutto questo si torna al proporzionale ed ecco a voi un bel partito di centro, ancorato mani e piedi nei valori del Partito Popolare Europeo che si pone non solo come argine politico a destra e ai populismi ma come saldo riferimento centrista per giocare di sponda tra le due ali. Insomma una Prima Repubblica ma reloaded.

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100 anni fa il PCI a Corato

La storia non è fatta solo di grandi uomini e grandi donne. La nostra storia è fatta di molti nomi sconosciuti, di quei figli anonimi che la storia fino a quel tempo aveva condannato all’ anonimato e alla schiavitù. Oggi noi, 100 anni dopo vogliamo ricordare quei nomi, vogliamo ricordare quei giovani proletari che nella notte tra il 21 e il 22 gennaio di 100 anni fa decisero fare una scelta di campo precisa. Oggi, 100 anni dopo, vogliamo ricordarli per dire che i loro nomi e il loro esempio non è andato perso, che 100 anni dopo ci sono uomini e donne che lottano per un ideale, per l’ idea di un mondo diverso,un mondo di giusti e di uguali, insomma un altro mondo possibile. Auguri a tutti noi!

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Vorrei scrivere qualcosa di politico, vorrei fare un analisi fredda di ciò che in questo momento sono o saranno le mosse dei protagonisti della scena politica nazionale ma poi pensi, come si fa a parlare di tutto questo quando fuori c’ è una pandemia mondiale che nel nostro paese crea centina e centina di morti? Come puoi fare il freddo analista politico quando in questo momento migliaia di attività commerciali rischiano di chiudere o stanno già chiudendo? Come si può parlare di cambio di governo, di cambiare ministri e poltrone quando in questo paese questa crisi ha messo ulteriormente in ginocchio ciò che a stento si stava riprendendo dalla lunga crisi precedente? Non si può, si può solo rimanere in silenzio e schifati.

Veramente non ho parole per spiegare tutto questo. Ogni tanto però mi domando come siamo arrivati così in basso? Come si è potuto arrivare a tutto questo? Se le loro azioni non avessero delle dirette conseguenze sulla vita delle persone, si potrebbe dire che tutte queste vicende ‘sono fatti loro’ e tutto ciò ancora me non me lo spiego.

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Trump e il paradosso della tolleranza

BA BUM!! E siamo arrivati!!
Quello che è capitato a Trump è il cosiddetto paradosso della tolleranza di Popper. Esso stabilisce che una collettività caratterizzata da tolleranza indiscriminata è inevitabilmente destinata ad essere stravolta e successivamente dominata dalle frange intolleranti presenti al suo interno. La conclusione, apparentemente paradossale, formulata da Popper, consiste nell’osservare che l’intolleranza nei confronti dell’intolleranza stessa sia condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta. Però attenzione! Oltre al paradosso vi è un altra variabile che il buon Karl non ha, anzi, non poteva, calcolare di questi tempi, ed è il mix perfetto( da entrambe le parti) di ignoranza e analfabetismo funzionale che rende tutto una miscela esplosiva non solo negli USA ma ovunque vi ci siano le condizioni. La risposta a tutto questo è un ritorno forte della politica come visione del mondo e della società, insomma una politica intesa come CULTURA POLITICA che abbia un idea di come dovrebbe andare il mondo. #mastropensiero

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L’assalto a Capitol Hill, alcune considerazioni

Dopo qualche giorno dai fatti di Capitol Hill mi permetto, a freddo, di tirare giù alcune considerazioni personali.
1) E’ innegabile, non serve essere esperti politologi o esperti di antiterrorismo, che ciò che è successo ha un che di strano. Gli Usa sono noti per avere una delle polizie più repressiva al mondo e caso strano, quando le persone assaltano la sede della Camera e del Senato ( Capitol Hill appunto), sembra che vengono fatte quasi accomodare da una polizia che è irriconoscibile per come l’ abbiamo sempre conosciuta. Che abbiano avuto l’ ordine di non intervenire sparando? Probabile. Non penso che chi ha dato l’ ordine di non sparare(Trump molto probabilmente) volesse provare a fare un colpo di stato ma sicuramente l’ idea era quella di intimorire onorevoli e senatori. Il messaggio che doveva passare era chiaro, per i repubblicani era quello di non fare scherzi, di rimanere fedeli a Trump. Il messaggio per i democratici era quello di stare attenti che non li avrebbero mai fatti sentire sicuri, che comunque e ovunque(anche a Capitol Hill) li avrebbero potuti stanare.
2) Poco dopo i fatti avvenuti al Campidoglio l’ agenzia YouGov ha fatto un sondaggio tra i simpatizzanti e militanti repubblicani. I sondaggi sono scioccanti, secondo i sondaggi di YouGov, il 45% dei repubblicani sondaggiati sostiene l’assalto a Capitol Hill. Un elettore su cinque sostiene l’assalto al Campidoglio. Alla domanda se ritenevano che la violazione dell’edificio fosse una minaccia per la democrazia, il 32% dei partecipanti al sondaggio ha detto che non lo era e sempre secondo il 68% dei repubblicani ritenevano che i manifestanti non fossero una minaccia per la democrazia, insomma gente che assalta il parlamento con un M16, che magari inneggia al suprematismo bianco non è un problema…va bene!!In verità è un problema, soprattutto per il partito Repubblicano che come tutti i partiti di centro destra si trova mai come ora ad un bivio. In America il partito Repubblicano e il partito Democratico sono una sorta di partito piglia, tutte le anime politiche sono raccolti in questi due mega partiti ma da un po’ di anni questi due giganti non sembrano più essere così tanto saldi nel mantenimento dello status quo politico. Bernie Sanders tra i dem e Trump tra i repubblicani hanno minato l’ unità politica di questi due partiti. Ma mentre Sanders sembra voler solamente spostare l’ asse dei democrati più a sinistra( con l’ aiuto di nuove new entry come l’ Alexandra Ocasio e di altri) il GOP sembra essere in un profondo travaglio che rischia di far esplodere l’ intero partito. Sarà Trump a far saltare questo bipolarismo con la creazione di un terzo partito a destra? E’ ancora presto per dirlo, di sicuro quello che è chiaro e che Trump ha raccolto a se una parte del partito, tanto tra l’ establishment che tra la base da poter anche, se volesse, crearsi un partito tutto suo, ma è ancora presto per dirlo.
3) Oramai è chiaro. Nel mondo c’ è un certo tipo di destra che è tornata ad alzare la testa. E’ una destra che non è mai stata del tutto sconfitta ma che anzi, come fuoco sotto la cenere, è rimasta viva e attiva fino ad oggi. In questi anni ha costruito relazioni, consenso ed è ora pronta a riconquistare il potere. Trump è uno dei tanti volti di questa destra. E’ chiaro quindi che per rispondere a questa “Internazionale nera” la risposta è un ritorno forte alle ideologie e un ritorno forte ad una politica militante oltre che ad un ritorno di una rete internazionale di sinistra. Insomma c’ è bisogno di ritornare a fare politica.

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Ricominciamo ( non chiamatelo ritorno!)

Il 2020 è alle spalle, è stato un anno pesante, un anno che certo non dimenticheremo e che penso ci ha provati fisicamente e psicologicamente, un anno che ci ha scoperti non invincibili, un anno che ha fatto perdere a molti i nostri cari, un anno strano, complicato, complesso, un anno che ci ha messo davanti alle nostre fragilità. Ecco il mio augurio è che tu possa con questo anno alle spalle, consapevole delle tue fragilità e della tua forza, tu possa rendere i tuoi sogni, le tue speranze in realtà. Come dice il buon Goethe “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora”. Buon anno. Andrea Mastrototaro

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Io sto con Domenico Lucano, io sto con l’ umanità.

Allo stato attuale non è dato sapere molto.Tutto è ancora avvolto in una nube di mistero. Le uniche cosa per cui si accusa il sindaco di Riace sono due:
1) Un unica conversazione telefonica durante la quale Lucano parla della possibilità di far sposare una ragazza nigeriana, cui era stato negato l’asilo,per permetterle di rimanere in Italia.Il problema che sto benedetto matrimonio non è dato sapere se è stato celebrato o no.Quindi si parla di solo di una chiacchierata al telefono.
2) L’ altra cosa che viene contestata al sindaco è l’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti alle due cooperative sociali di Riace per dare lavoro a riacesi e migranti. Sia chairo, è una prassi che molti sindaci in molti comuni d’ Italia fanno quella dell’ affidamento diretto. Se è stato arrestato lui dovrebbero andare dentro la maggior parte dei sindaci italiani.
Queste sono le accuse che vengono rivolte a Mimmo Lucano. E’ evidente il disegno politica che vi sta dietro. Come evidente è l’ attacco ad un idea alternativa di umanità

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Cosa ci dicono le elezioni in Svezia?!?!

Elezioni in Svezia.
Il Socialdemocratici vincono ma non avanzano.
I Democratici Svedesi avanzano ma non vincono. Da questo risultato emergono altre cose molto interessanti.
1) Il CENTRO-sinistra vince non per i Socialdemocratici ma per il buon risultato della SINISTRA,Vänsterpartiet, che ottiene un buon risultato e col suo 8% si impone come quarta forza del Parlamento Svedese.
2) Ancora una volta i cosiddetti partiti moderati e filo governativi perdono consensi a favore di partiti con posizioni più radicali. IL RADICALISMO PAGA!
3)Il voto svedese ci fa capire che ogni paese d’ Europa è più o meno colpito da questa avanzata dell’ estrema destra. Ma come ogni tornata elettorale ci ha sempre insegnato esiste una speranza, a sinistra, se si ha il coraggio e la capacità di cambiare lo status quo. Il voto svedese ci racconta nuovamente che i socialdemocratici stanno sparendo per loro incapacità di leggere i tempi, mentre avanza, in tutta Europa, un’ ALTRA SINISTRA, radicale, comunista, anticapitalista, di rottura. E’ l’ ora di capirlo altrimenti le barbarie avranno il sopravvento.
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marchionne-930942.jpgCi sono persone che incidono nella vita politica, economica e culturale del paese. Ci sono persone,queste persone, che con il loro modus operandi decidono i destini di un paese e dei suoi cittadini. Ci sono persone che quando bisogna giudicarle le si giudica nel suo complesso, senza fare distinzioni. Marchionne è una di questi. Trovo triste chi nel giudicarlo scinde la sua figura in due, sia chiaro, trovo anche triste chi festeggia la sua morte, ma non si può per certe persone che hanno avuto un grosso impatto nel paese( e non solo) scindere il giudizio in compartimenti stagni. Vi immaginate, estremizzando con un esempio comprensibile per qualsiasi paramecio, di porre un giudizio su Adolf Hitler come pittore senza giudicare anche l’ altra parte del suo vissuto, il dittatore, il leader politico?!?!Vi immaginate di dare un giudizio a Mussolini solamente come giornalista e non anche come politico e dittatore? O ancora, immaginate di dare un giudizio su Martin Luther King come semplice religioso e non come leader di un movimento per i diritti civili?!?! Il cosiddetto uomo pubblico è sopratutto questo. L’ essere giudicato a tutto tondo. Poi sta a chi giudica dare il peso del giudizio. A me del Marchionne sofferente nel letto poco o nulla mi interessa, provo la stessa pietas che si prova nei confronti di qualsiasi moribondo. A me interessa dare un giudizio nei confronti del Marchionne manager, dell’ instancabile AD che ha reso un’ azienda che produceva auto in una holding speculativa finanziaria, a me interessa giudicare l’ infaticabile AD Marchionne che ha più che dimezzato la classe lavoratrice di Fiat in Italia e che ha dislocato la produzione in paesi come la Serbia o la Polonia. A me interessa giudicare instancabile amministratore delegato che ha deciso di USCIRE DA CONFINDUSTRIA E DI PORTARE LA SEDE CENTRALE A DETROIT E LA SEDE FISCALE IN OLANDA.
Questo è quello che voglio giudicare, l’ infaticabile e instancabile manager che se tra un taglio di personale e un decentramento di azienda avesse pensato alla sua salute come ha pensato ad accumulare potere e denaro, forse oggi non si troverebbe in fin di vita. Ma il denaro non dorme mai è il buon SERGIO lo sa.  

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