marchionne-930942.jpgCi sono persone che incidono nella vita politica, economica e culturale del paese. Ci sono persone,queste persone, che con il loro modus operandi decidono i destini di un paese e dei suoi cittadini. Ci sono persone che quando bisogna giudicarle le si giudica nel suo complesso, senza fare distinzioni. Marchionne è una di questi. Trovo triste chi nel giudicarlo scinde la sua figura in due, sia chiaro, trovo anche triste chi festeggia la sua morte, ma non si può per certe persone che hanno avuto un grosso impatto nel paese( e non solo) scindere il giudizio in compartimenti stagni. Vi immaginate, estremizzando con un esempio comprensibile per qualsiasi paramecio, di porre un giudizio su Adolf Hitler come pittore senza giudicare anche l’ altra parte del suo vissuto, il dittatore, il leader politico?!?!Vi immaginate di dare un giudizio a Mussolini solamente come giornalista e non anche come politico e dittatore? O ancora, immaginate di dare un giudizio su Martin Luther King come semplice religioso e non come leader di un movimento per i diritti civili?!?! Il cosiddetto uomo pubblico è sopratutto questo. L’ essere giudicato a tutto tondo. Poi sta a chi giudica dare il peso del giudizio. A me del Marchionne sofferente nel letto poco o nulla mi interessa, provo la stessa pietas che si prova nei confronti di qualsiasi moribondo. A me interessa dare un giudizio nei confronti del Marchionne manager, dell’ instancabile AD che ha reso un’ azienda che produceva auto in una holding speculativa finanziaria, a me interessa giudicare l’ infaticabile AD Marchionne che ha più che dimezzato la classe lavoratrice di Fiat in Italia e che ha dislocato la produzione in paesi come la Serbia o la Polonia. A me interessa giudicare instancabile amministratore delegato che ha deciso di USCIRE DA CONFINDUSTRIA E DI PORTARE LA SEDE CENTRALE A DETROIT E LA SEDE FISCALE IN OLANDA.
Questo è quello che voglio giudicare, l’ infaticabile e instancabile manager che se tra un taglio di personale e un decentramento di azienda avesse pensato alla sua salute come ha pensato ad accumulare potere e denaro, forse oggi non si troverebbe in fin di vita. Ma il denaro non dorme mai è il buon SERGIO lo sa.  

#mastropensiero

 

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Lettera aperta ai bambini del terzo mondo, di Don Tonino Bello

 

Cari bambini,

che aspettate a costituire un organismo internazionale che raccolga fondi a favore degli adulti occidentali?
Sì, una specie di UNICEF rovesciato,
in cui protagonisti siate voi
e destinatari siano i grandi.

Perché, vedete, la televisione ci mostra ogni tanto i corpi denutriti dei bambini di Etiopia. Ci presenta le membra di tanti innocenti disfatti dalla miseria.
Pretende di commuoverci con le immagini di innumerevoli creature scarnificate dalla malattia.
Ci ferma la digestione con le sequenze di fanciulli devastati dalla fame nel Sudan o nell’Amazzonia, nel
Bangladesh o nello Sri lanka.
Ma se ci fossero gli strumenti adatti per portare sullo schermo le piaghe dell’anima adulta, sono certo che sareste voi a muovervi a pietà. E quegli occhi immensi, l’unica cosa splendida che vi è rimasta sul corpo martoriato, si spalancherebbero ancora di più in un raptus di compassione.

Fate presto, bambini,
inventate una specie di UNICEF a favore degli adulti.
Finanziate per noi, con una questua di valori umani, un programma di emergenza alimentare, di cui siano companatico la tenerezza e la giustizia.
Raccogliete gli scampoli superflui della vostra innocenza, i ritagli della vostra limpidezza, gli spezzoni eccedenti della vostra voglia di vivere. Ne avete tanta!
Fate una colletta dei vostri sogni impossibili.
Raccattate i residui delle vostre illusioni.
E inviateci subito il pacco dono della vostra misericordia. A noi adulti è più necessario di quanto non siano necessari a voi i contenitori confezionati delle nostre proteine.
Perché voi, bambini del Terzo Mondo, avete bisogno delle nostre calorie.
Ma noi grandi, figli dell’opulenza e inquilini di uno squallido Terzo Mondo morale, abbiamo bissogno del vostro calore.

Fate presto, perché qui si muore.

 

 

 

 

 

 

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Mattarella, Di Maio e Salvini, una dialettica tutta a destra sulla pelle di questo paese.

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Quello che sta avvenendo nelle ultime 24- 48 ore in Italia ha un che di drammatico. I toni con i quali questa fase viene affrontata rende tutto più terribile. Siamo invasi da una violenza verbale e da un livello di discussione politica così basso da far emergere la paura di rigurgiti di inaudita violenza. Tutto questo lo si deve ad una discussione politica che nel corso degli anni ha perso sempre più di valore e tono qualitativo ma si è caricata sempre più di violenza e di parole forti. Non sono gli anni 70′,che seppur violenti e carichi di parole forti comunque erano carichi di una alta, altissima elaborazione politica, non per niente in quegli anni si sono avute anche forti vittorie politiche, sindacali e sociali( si pensi ad esempio al divorzio, all’ aborto e allo statuto dei lavoratori per citare alcuni casi).

Tutta questa discussione che si sta creando per la mancata creazione del governo Lega-5 Stelle si può racchiudere in una discussione tutta giocata nel campo della destra. Da una parte abbiamo i due partiti vincenti che usando la scusa della vittoria elettorale rivendicano il loro diritto( giustamente) di formare il governo, dall’ altra parte abbiamo Mattarella, che in nome dell’ amor patrio e dell’ interesse nazionale e dei rapporti con l’ Europa( anche queste giuste motivazioni)respinge la nomina di Savona quale ministro dell’ Economia e mette così la parola fine al nascente governo.
Le persone sui social si scannano e si dividono scrivendo i propri pareri( in certi casi sfiorando il delirante e il ridicolo) patteggiando per l’ una o per l’ altra parte. Ma la verità che non esistono due parti contrapposte. Il tutto, infatti è giocato nella stessa area culturale e politica.

Da una parte abbiamo i due partiti vincenti, Lega(non più Nord) e Movimento 5 stelle. Essi rappresentano non solo il voto di protesta, populista( e anche popolare), antiestablishment, ma rappresentano un corpo sociale e politico ben preciso. Essi rappresentano quella visione di destra che si colloca in una visone xenofoba, razzista, classista, socialmente e che in economia si pone sulla scena con proposte tipo dazi, sovranità monetaria,bassa tassazione per i ceti più ricchi(flat tax),collocazione internazionale dentro una specifica area geopolitica. Insomma, la visione di questo paese ricorda un’ idea che in Italia abbiamo avuto nel corso del ventennio durato dal 1929 al 1943. Come abbiamo visto, quindi abbiamo a che fare con una destra fortemente conservatrice, nazionalistica che difende gli interessi economici di una classe imprenditoriale che intimorita e incapace di rispondere alle sfide del capitalismo si chiude e si fa lobby e risponde ai suoi interessi esprimendo elettoralmente questo tipo di voto.

Dall’ altra parte abbiamo le ragioni del Presidente della Repubblica Mattarella, che usando la Costituzione come paravento impone i suoi veti sul ministro dell’ economia adducendo nobili scuse di amor patrio. Per carità, analisi corretta quella fatta dal Presidente della Repubblica, ma abbiamo compreso che Mattarella usa la difesa degli interessi dell’ Italia in quanto non vuole difendere gli italiani ma rassicurare gli interessi della finanza europea e mondiale. Ecco quindi lo spettro dello spread, delle borse al tracollo, degli italiani in fila davanti al bancomat per evitare di finire senza soldi, dell’ Europa che ci bacchetta come una acida Signorina Rottermeier e così via con tutte le descrizioni apocalittiche che nel corso di questi anni ci hanno descritto.

In tutta questo caos si pone un altro punto non da sottovalutare, la eleggibilità di Silvio Berlusconi. La sentenza di riabilitazione del tribunale di sorveglianza ha concesso al Cavaliere la possibilità di tornare sulla scena politica da principale protagonista. E allora quale migliore casus belli la non nomina di Savona a Ministro dell’ Economia e la mancata formazione del Governo per approfittare per tornare subito al voto, magari come candidato di tutto il centro-destra, lega inclusa e poter vincere nuovamente alle elezioni?

In tutto questo caos manca una voce alternativa, manca una sinistra. Manca una voce che si ponga in maniera alternativa tra chi si pone in difesa dei mercati finanziari e dei potentati europei e chi sceglie di murare questo paese facendo leva su gli istinti più bassi e più xenofobi. Non si deve inseguire questi ma giocare su di un campo altro. Partendo dalla nostra carta costituzionale, usata come paravento in queste ore dall’ una e dall’ altra parte si deve provare a costruire un idea di paese in cui rispetto dei valori costituzionali e sovranità popolare vadano insieme. Ripartiamo dalla costituzione, riscopriamo lo spirito con il quale è stata fondata, ritorniamo ad essere partigiani, difendiamo questo paese dalle destre.

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25 aprile

«Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati…..
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.»
(Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955).

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La vostra ripresa

La vostra ripresa.
Una donna, ragazza madre, che mantiene due figli, consumata, sfatta, stanca, usurata dallo stress e dalla fatica.
Un ragazzo in eterna ricerca di stabilità. Sempre col curriculum in mano, sempre alla ricerca di quella chimera chiamata posto fisso.
Una commessa, con le lacrime agli occhi, continua a lavorare dopo che è stata umiliata dal padrone. In uno stato di perenne scelta, lasciare questo dannato lavoro per un salto nel vuoto o rimanere e sopportare le angherie?!?!?
Un padre, lincenziato, che si rinventa quotidianamente in mille lavori per portare uno stipendio, che si addormenta la sera davanti al piatto della cena.
Ecco la vostra ripresa, ecco i vostri punti di PIL, ecco chi sopporta il peso di questa crisi, che ahimè è ancora presente in questo paese.
Ecco il paese reale. 

#mastropensiero

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Sabato a Macerata. Domani dove? Quello che è successo ci deve far capire che certi temi vanno affrontati seriamente e non istigando odio e rabbia nei confronti della gente. Qui ci sono mandanti morali e politici precisi! Chiusura immediata di tutti quei partiti che istigano all’ odio razziale e alla violenza, in primis la Lega. La politica è un altra cosa! #mastropensiero

 
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Cosa accade nel centrodestra italiano?

 

di Giovanni Caiati

La vittoria in Sicilia e l’affermazione di Nello Musumeci in Sicilia, si è rivelata un balsamo lenitivo e rinvigorente per il centrodestra,lenitivo perché ha placcato le esternazioni dei vari esponenti della triade Forza Italia-Fratelli d’Italia-Lega Nord, pratica a cui spesso, in questi anni di Renzismo, siamo stati spesso abituati;Rinvigorente perché ha rilanciato e confermato allo stesso tempo, un chiaro trend politico nazionale:il centrodestra unito è maggioritario nel paese.

Per la verità questa non costituisce affatto una novità, spesso e volentieri negli ultimi 20 anni(anno più anno meno) abbiamo assistito ad un centrodestra forte e maggioritario,a tratti debordante nella sua forza elettorale,pensiamo alle vittorie “Cesariane” del 1999-2001, del 2008, del periodo 2007-2010, insomma ciò a cui assistiamo non costituisce una novità o meglio il tratto della novità c’è ma è quasi invisibile

L’invisibilità non è data da una Lega Nord/Noi con Salvini che viaggia stabilmente sul 13-15 %,raggiungendo picchi di consenso che neanche la Lega di Bossi ha raggiunto(il cui massimo storico è del 10% del 1996) ma è data dalla composizione di questo centrodestra o meglio di questa coalizione di centrodestra,una coalizione che è per la prima volta maggioritaria dopo anni ed anni in cui si è assistito al folle disintegrarsi del Popolo della Libertà,per ricreare fazioni che si pensava già poste nell’armadio dei ricordi, quali Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e soprattutto Forza Italia , questo ritorno al passato, ai simboli che furono, è un vezzo/vizio italico che la politica(e non solo lei) non riesce ad eliminare. In un mondo politico che,nella stragrande maggioranza dei casi,viaggia per inglobare o per rafforzare l’esistente inserendo nuove componenti(pensiamo alle varie evoluzioni della destra USA o Inglese nel primo caso e di quella Francese da De Gaulle o noi nel secondo),noi siamo sempre al punto di partenza o al punto di rottura ovvero il 1994

Con questo non si vuole fare un atto di accusa ma una semplice costatazione dei facta dell’ultimo periodo:se si paragona la situazione di un decennio fa con quella attuale, si trovano molti spunti:il PDL da solo prese il 37.3 %, oggi la somma della triade va da 34 a 38 a seconda della case demoscopiche,il dato è ancor più impietoso se si confronta l’alleanza di governo di allora con quella odierna: 46,3 vs 34-38, se poi si va a ritroso nel tempo agli anni di gloria, di cesarismo elettorale, la cosa si fa ancor più impietosa, 49.56 nel 2001,49,74 nel 2006

Una lenta e continua erosione del consenso, una erosione che non può essere letta solo come frutto della presenza di nuovi attori sulla scena, Movimento 5 stelle su tutti, una erosione che ha poche e semplici motivazioni: l’economia su tutti.

Per economia intendo sia il complesso delle finanze pubbliche, la capacità di attrarre capitali privati ed il sistema pensionistico:abbiamo il 3° debito pubblico del mondo senza essere il Giappone,attuale n°3 al mondo per PIL,siamo poco attrattivi all’estero  a causa di una giustizia lenta e farraginosa e soprattutto a causa di un fisco feroce e non amico del cittadino, il quale si sente oppresso ed in più  ha avvertito nel medio termine, a causa della crisi del 2008,le politiche monetarie della UE come una pistola puntata alla tempia, a questo si aggiunge un sistema pensionistico che oggettivamente non funziona da tempo e che ormai è tenuto in vita dai vari governi,indipendentemente dal “colore politico”,l’esempio dell’INPS e delle sue deficienze è lampante

Il centrodestra da sempre dice di voler ridurre le imposte ed abbassare la pressione fiscale,il che sarebbe cosa giusta ed ottimale ma allo stesso tempo,nel momento in cui gli elettori hanno premiato la coalizione con maggioranze parlamentari enormi,la natura socialista/socialistizzante dei suoi uomini è emersa preponderatamente:non si può dire abbassiamo le tasse e la pressione fiscale ed al contempo mettere Tremonti, Sacconi e Brunetta nei dicasteri economici. E’ un controsenso,parliamo di gente che ha un background politico-culturale di centrosinistra e le casse dello stato,nonché la capacità di procacciarsi nuove entrate e finanziamenti,richiede un modus agendi diverso da quello attuale:la gestione dell’economia, questo era ed è uno dei punti dolenti dei vari esecutivi e rischia seriamente di esserlo anche in futuro.

Il sistema pensionistico merita un focus particolare: “La Legge Fornero non va bene” afferma la vulgata ok ma come si sostituisce un sistema del genere considerando che la vita media si allunga ogni anno e le casse dello stato sono quelle che sono?

Al momento non ci sono risposte:FI dovrebbe avere il coraggio di imporre agli alleati un nuovo modo di intendere le pensioni, specie per le nuove generazioni, le quali rischiano seriamente di non vedere cosa sia la pensione:il sistema a capitalizzazione individuale di Pinera(tuttora vigente nonostante esecutivi di sinistra in Cile) è ancora vigente e nessuno ha avuto l’idea di abolirlo, per un semplice motivo:FUNZIONA

Pertanto la Flat Tax(taglio delle tasse) con una riforma liberale come questa pensionistica, sarebbe il biglietto da visita migliore per l’intera coalizione e per le sue ambizioni di governo;Il problema è sempre la natura socialista della coalizione,delle misure emesse le quali sono l’esatto contrario di ciò che si era proposto nella campagna elettorale  ed è questo il motivo principale per cui ,dal 2008 al 2013, l’allora PDL perse circa 6 milioni di consensi. La gente è stanca di questo modo di agire e come tale punisce nelle urne,si spera che i leader lo abbiano capito(dubito fortemente)

Dubbio che esiste anche nel vedere l’unitarietà della coalizione:questi anni di Renzismo, hanno visto l’ascesa della Lega a scapito di FI per la prima volta in 23 anni, questo ha comportato(e tuttora comporta) una idea di centrodestra a forte trazione leghista,questo nuovo paradigma ha abbattuto le strutture gerarchiche vigenti ed ha portato caos, caos da cui non si è riusciti ad uscire del tutto, nonostante da qualche mese FI, nelle intenzioni di voto, abbia superato nuovamente la Lega la quale è ancora molto tonica nelle sue performances e sul territorio(la svolta potrebbe essere costituita dal aver tolto “Nord” dal simbolo) diventando partito nazionale a tutti gli effetti, in questa ottica va visto lo sbarco di “Noi con Salvini” nel centro-sud

Infine c’è il problema del leader della coalizione ed è lì che nasce la partita delle partite, il derby tra Salvini e Berlusconi, con il primo convinto di essere leader per ovvi motivi dati dalla tonicità del suo partito e dal suo essere nazional-popolare  l’altro, il vecchio leone, capace di fare campagne elettorali spettacolari(vedesi rimonte 2006-2013) in attesa di una pronuncia dalla corte di Strasburgo, la quale se positiva, avrebbe l’effetto simultaneo delle due testate gettate su Hiroshima e Nagasaki su una serie di fattori:  sulle elezioni, sulla leadership della coalizione, sulla credibilità del parlamento che lo buttato fuori e soprattutto sul sistema giudiziario, il quale, sicuramente ne uscirebbe a pezzi nella credibilità e nel prestigio

La partita è appena iniziata ed è ancora tutta da giocare…sicuramente ci sarà da divertirsi

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